DOYOULIKE.ORG – Magazine di Musica: Notizie, Interviste, Report, Concerti e Festival

BLOG – L’indie italiano? Ideologia venduta al mercato

4 ottobre 2017 BLOG, NEWS

a cura di Gigi Salvemini, editor doyoulike.org

C’era una volta l’impresario, colui il quale girava nei paese o nei quartieri delle grandi città, durante piccole o grandi feste, per cercare e trovare talenti o giovani artisti da inserire nel mercato discografico. C’era una vola ma adesso non c’è più. Provate ad immaginare un fiume splendido circondato da una vegetazione fantastica, fiori, verde e sole: è la musica. Un ambiente paradisiaco destinato ad essere velocemente mutato dal commercio e dal denaro. Business. Allora ecco i primi colossi discografici che iniziano a costruire industrie a ridosso del fiume. Il commercio non guarda in faccia nulla, spesso o quasi sempre. E subito queste grandi aziende per andare incontro alla necessità di un mercato sempre più esigente, iniziano a scaricare in questo fantastico fiume il primo inquinamento sotto forma di vincitori di talent!!!! E certo perchè il business televisivo negli ultimi vent’anni si è impadronito facilmente del mercato musicale discografico capitanato dalla De Filippi. (Televisivamente parlando ricordiamo con un minuto di silenzio il Festival di Sanremo che per anni alimentava con acque pulite questo fiume). Certo i modi per investire nella musica sono tanti ed ecco subito un inquinamento “violento”: gli youtubers!!! Gli youtubers metaforicamente parlando sono una bomba ecologica. L’inquinamento più devastante che la musica abbia mai avuto. E poi c’è un altro inquinamento, meno devastante ma che per me forse merita maggiore riflessione. Quello dei privati, che nella musica qualche anno fa si sono manifestasti come i pionieri del genere INDIE!!! Ricordo i loro seguaci, qualche anno fa si. Sembravano i discepoli di nuovi artisti che avrebbero rivoluzionato il mercato discografico. Gli indipendenti, quelli che per sviare l’ostacolo “grandi etichette”, si producevano da soli o su etichette “domestiche” o “fai da te”. Forse anche Gazzè o Elisa nella loro epoca erano Indie, ma la facilità con la quale questi fenomeni in pochissimo anno si sono venduti al mercato pop e commerciale è disarmante. E i The Giornalisti per esempio potrebbero ricordarci qualcosa. Un inquinamento che ha fatto male alla musica perchè ha svenduto al mercato un’ideologia.

Chissà cosa avrebbe pensato il nostro amico impresario di Rovazzi e di tutti i suoi fans. Fortunatamente intorno a questo fiume, c’è ancora qualche fiore.

 

 

Ti piace questo Articolo? Condividilo!

Articolo scritto da