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“Ci salveremo tutti”, il nuovo singolo dei Loren: ottimismo e bisogno di sbagliare come unico credo

21 settembre 2018 NEWS

a cura di Giorgia Groccia

siamo più di una sigaretta da fumare, di un altro giro da bere […] più di una città che va sempre di corsa, dimmelo tu se sono meglio i rimpianti o i sensi di colpa? Questa è la domanda catartica con cui si chiude il primo singolo – dal titolo esplicativo – Ci salveremo tutti, della giovane band toscana Loren, ultimo acquisto in casa Garrincha.

“Ci salveremo tutti” è stato anticipato da una campagna legata all’immagine della copertina (a cura del fumettista e illustratore Baronciani) che trasformata in poster ha tapezzato gran parte dei festival estivi grazie alla collaborazione del KeepOn Festival Experience e di Dischirotti.

“Ci salveremo tutti” è una canzone che racconta una crescita, i cambiamenti da cui nessun essere umano viene mai esonerato nel corso della propria esistenza. “E’ stata scritta per sottolineare i contrasti tra le cose da lasciare e quelle in arrivo. Divisi tra le promesse fatte, un nuovo tatuaggio da fare e la famiglia da lasciare per nuove convivenze c’e la speranza che tutto possa stare insieme in un modo nuovo“. Ribadiscono i componenti della band.

Il video di Ci salveremo tutti è nato da un’idea del regista Adriano Giotti. Girato in California, soprattutto tra Los Angeles e Salton Tea, ha come protagoniste due donne che si ritrovano a condividere la propria emotività che esula dall’essere un comune immaginario costituito esclusivamente da sentimenti stereotipati. Il video narra di un’avventura on the road che sottolinea il bisogno di libertà, la voglia di divenire qualsiasi cosa si ha voglia d’essere, escludendo le barriere e i luoghi comuni per lasciar posto al labile pensiero di poter essere davvero felici, spensierati, fuori dagli schemi e soprattuto liberi di compiere le proprie scelte senza pregiudizi.

I LOREN sono 5 ragazzi fiorentini legati indissolubilmente dalla birra Moretti da 66, dalla playstation 2 e dalle lunghissime discussioni inutili che terminano a notte inoltrata. Conservano gelosamente la tradizione, tutta fiorentina, di dividersi su tutto. Possono essere cugini, bianchi, neri, guelfi o ghibellini purché le discussioni continuino all’infinito. Nel breve tempo che resta scrivono canzoni, e a giudicare da questo primo singolo si può sperare che ne vengano fuori tanti altri con altrettanto spessore e spensieratezza: un’ottimismo sfrenato ed un bisogno di sbagliare come unico credo.

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