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DISCOVERING – The Defiance, pura adrenalina

10 ottobre 2017 NEWS

a cura di Lucia Tilocca

I The Defiance nascono ad Oristano nel 2012, in quello stesso anno danno alla luce il loro primo disco autoprodotto e dopo anni di tour, concerti e festival, nell’aprile del 2017 nasce Rise, album contenente 11 tracce di pura adrenalina.

Il loro nome è ispirato ad una canzone dei Young Veins, uno dei numerosi gruppi che hanno influenzato la loro musica; il loro stile è eclettico, energico e pungente: un alternative rock con influenze punk, stoner e pop.

Com’è iniziata la vostra carriera? Parlatemi della vostra formazione, scelta dei componenti e di qualche aneddoto carino.

I Defiance, con questa formazione, nascono nel 2011, 2012. All’epoca volevamo assolutamente cambiare nome del gruppo (il nostro primo nome era, ahimè, Fuori Onda!!) e Defiance, anche per il significato del nome, ci sembrava la scelta giusta.

I Defiance (anzi, Fuori Onda) sono stati fondati da Filippo, il nostro cantante e dal batterista Mirko, insieme a Gabriele, il nostro vecchio chitarrista. Successivamente si sono uniti Luca, l’attuale chitarrista e Lello al basso. Come tutti abbiamo iniziato suonando cover, il più delle volte in modo indegno! Solo per il gusto di stare insieme, divertirci, pur facendo schifo. Quando Gabriele e Lello hanno lasciato il gruppo (causa università e lavoro) si sono aggiunti Fabio, detto “Spiridau” (Spiritato, in sardo) ed Edoardo. Da allora abbiamo iniziato a scrivere canzoni nostre e a sentirci più a nostro agio con gli strumenti, e cosa più importante, a suonare discretamente bene live. È stato allora che abbiamo deciso di cambiare nome in “The Defiance”.

Raccontate del vostro tour in Sardegna di quest’anno: siete stati soddisfatti?

Siamo molto soddisfatti! Il disco sta andando molto bene e anche la risposta del pubblico è stata ottima. Suonare live è la cosa che ci piace di più del far parte di un gruppo, non solo per un aspetto puramente musicale ma anche per il fatto che prima di tutto siamo amici, dunque girare la Sardegna insieme è sempre divertente.

“Con la musica possiamo vivere per sempre” è una frase della canzone Rise, che dà il nome al vostro album. Credete realmente che si possa vivere di sola musica? Vi hanno mai abbattuto le difficoltà che comporta il vivere di sola arte?

La frase “through music we can live forever” è stata presa da una canzone dei Rancid che si chiama Indestructible. Il senso della frase si lega al potere salvifico e curativo che per noi ha la musica. E soprattutto al fatto che attraverso la musica o una canzone si possa lasciare un segno di sé stessi, una marca personale, un messaggio o un sentimento personale che poi puoi scambiare con la persona che l’ascolta, e dunque, appunto, “vivere per sempre”. Per rispondere però all’ultima domanda, ovvero se ci hanno abbattuto le difficoltà che comporta vivere di sola arte, sinceramente no. Siamo consapevoli del fatto che vivere di sola musica, soprattutto al giorno d’oggi, sia quasi un’utopia. Però il pensiero principale è ancora quello di divertirsi e suonare insieme. Alla fine, nonostante tutte le difficoltà del “mestiere”, si finisce sempre per riprendere in mano gli strumenti.

E’ difficile intraprendere questo tipo di carriera in una regione come la Sardegna?

Bè, penso che l’unico aspetto negativo sia il fattore logistico! Intraprendere un tour in Italia o nel resto d’Europa diventa più complicato soprattutto per l’aspetto economico. Oggi però far conoscere la propria musica, e avere contatti con locali, o con chi lavora nel mondo musicale è diventato molto più facile grazie ai internet e ai social media. Oggi, pur vivendo in un paese di 700 abitanti, puoi in un certo senso essere “al centro del mondo”, far conoscere la propria musica e la propria arte.

I vostri testi sono autobiografici o ispirati alla letteratura o a sentimenti comuni tra noi giovani?

Solitamente sono testi autobiografici, e dunque pur essendo ispirati da libri, film, vita quotidiana sono sempre scritti da un punto di vista personale, in questo caso di Luca o Filippo che scrivono i testi.

Quali sono i gruppi musicali dai quali avete tratto ispirazione?

Una delle fortune del nostro gruppo è il fatto che noi tutti ascoltiamo musica diversa. Le canzoni dei Defiance sono così contaminate soprattutto per questo motivo. Dunque i gruppi che piacciono ad ognuno di noi sono tra i più disparati: dai Green Day ai Pearl Jam, dagli Arcane Roots ai King Howl Quartet, dai Linkin Park agli At the drive in.

Quali sono i programmi concreti e i vostri sogni per il futuro?

Per ora l’unico programma in futuro è quello di suonare il più possibile! Promuovere “Rise” in Italia e nel resto d’Europa con un bel po’ di date invernali. E soprattutto divertirci.

ASCOLTA “RISE”

 

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