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BLOG – Ghemon, dov’è finita la tua carica?

28 settembre 2017 BLOG, NEWS

a cura di Gigi Salvemini, editor doyoulike.org

Mezzanotte è ormai uscito da giorni, anticipato dal singolo Un temporale diventato già successo autunnale e inserito nei principali palinsesti radiofonici nazionali.
Un album attesissimo dalla critica ma soprattutto dai fan del cantante di Avellino. Indipendentemente dalla mia figura, io sono un grande fan, cultore e stimatore di Ghemon. E quello che fa immediatamente un fan è divorare l’album di ascolti. La mia curiosità era tanta e non nascondo che per un periodo ho iniziato a non sopportare l’assenza di G e la sua temporanea conversione in fenomeno da dj set. Mi dicevo “cazzo è un’artista e gli artisti devono scrivere, produrre e farci ascoltare, che stai combinando?”. Ero ignaro di tutto quello che c’era sotto e che ho intuito ascoltando Mezzanotte. È per questo motivo che ho rubato qualche ora alla mia vita per scriverti, mio caro G, quello che penso ora. Aspettavo di ascoltare quanto fosse maturata la tua personalità. Ho aspettato tanto perchè ho capito solo ora che si sarebbe trattato di un album diverso dai precedenti. Profondo, melodico, meditativo, concentrato su testi che forse troppe volte si perdono dietro metafore e doppi sensi volti a condannare un senso di repressione che ti ha afflitto per troppo tempo. Ci sono brani come Cose che non ho saputo dire o Mezzanotte che sembrano scritti e prodotti per diventare tormentoni alla pari di Un Temporale o Bellissimo. C’è finalmente il fottutissimo rap di Kintsugi che appare essere un flashback dei tempi che furono di Ghemon e del suo stile più duro. Ci sono anche brani molto più lenti e melodici come Voglio Morire Qui o Magia Nera. Un album piacevole, che senza dubbi evidenza una notevole maturità ed evoluzione artistica. Forse non sono l’unico però ad aver immaginato un album più tosto e meno sentimentale. Tutto sommato dov’è finito il Ghemon di La verità(non abita più qua) o di Fantasmi?
Ho apprezzato moltissimo i testi delle canzoni, che ascoltati attentamente più volte, evidenziano la metrica e la tecnica di una poeticità che resta unica.  Mio caro G per me resti uno dei migliori artisti italiani in circolazione e anche questo album mi ha affascinato per la tua profondità e il tuo stile, ma almeno per il tour che sta per partire, cerca di riservarci quello stile tosto da strada che ti ha fatto diventare G.

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