DOYOULIKE.ORG – Magazine di Musica: Notizie, Interviste, Report, Concerti e Festival

INTERVISTA – Myles Sanko, “the love child of soul music”

1 marzo 2017 INTERVISTE, NEWS

a cura di Gigi Salvemini e Luigi Lupo (traduzione di Marika Palumbo)

“The love child of soul music”. Così Time Out Magazine definiva nel 2014, Myles Sanko, londinese, ormai un nome affermato nell’universo soul-jazz. Era il periodo di uscita dell’album Forever Dreaming che lo avrebbe lanciato nel circuito delle voci più interessanti del panorama soul ottenendo successi in termini di critica e riscontro del pubblico nei live. A lanciarlo un’altra stella, la voce immensa di Gregory Porter. Con il suo ultimo lavoro, Just Being Me, Sanko ha affermato, ancora una volta, le sue velleità: una voce calda e intrisa di soulness, testi profondi immersi in melodie pop e costruzioni ritmiche soul-funky-jazz.  E’ stato lui, grazie ai social network, ad interessarsi alla realtà di Doyoulike. E noi abbiamo colto l’occasione per intervistarlo.

Il rapporto tra te e il nostro webzine dimostra come la musica possa generare amicizie, essere un veicolo di valori nella nostra società…

Sì, la musica è uno strumento potente per unire le persone e per costruire relazioni al di fuori di essa. E’ come un linguaggio comune per tutti. La prima cosa che ho notato è come i miei fan di tutto il mondo siano diventati amici attraverso i social media per poi incontrarsi ai miei concerti per conoscersi meglio. E’ diventata una famiglia, la Myles Sanko Soul Family. E’ bellissimo assistere a questo genere di cose e mi permette di apprezzare davvero il potere che la musica ha di unire le persone.

Quali sono per te i più interessanti artisti soul e jazz del momento?

Il mio amico Gregory Porter sta facendo un ottimo lavoro al momento così come Kamasi Kashington, Michael Kiwanuka, Lianne La Havas, Christian Scott, Leon Bridges. Ma, ad essere sincero, ce ne sono tanti e tutti coloro che fanno soul o jazz ad oggi sono importanti.

Nel tuo ultimo album, emergono testi come quelli di “Just Being Me” e “My Inspiration” che parlano di affermazione personale grazie al potere della musica. Quale messaggio vuoi lanciare?

Il mio messaggio è semplice ed è credere in se stessi. Mi è sempre piaciuto dire di far parte del business che vende speranza e questo è ciò che voglio fare.

Nei tuoi ultimi due album, ascoltiamo melodie catchy, arrangiamenti soul-jazz e testi impegnati. E’ difficoltoso combinare questi elementi?

Ad essere sincero, non è molto difficile, mi vengono naturalmente. A volte mi fermo e mi chiedo: “ma da dove ti vengono fuori Myles”!

Quali sono le tue influenze musicali? Sappiamo di Otis Redding e Bill Withers, ce ne sono altri, vero?

La vita è la mia più grande influenza e poi anche Marvin Gaye, Donny Hathaway, Gil-Scot Heron, 4 Hero, Al Green, Shuggie Otis, Terry Callier, James Brown e a lista potrebbe continuare se non mi fermo adesso.

Sei passato dall’appartenenza a un gruppo, i Bijoumiyo and Speedometer, ad una carriera solista. Come hai vissuto il passaggio?

Bijoumiyo è stato una fase importante del mio viaggio. Ho capito chi ero come musicista e dal momento che aveva una forma e uno stile libero, sono riuscito a sperimentare. Lavorare con Speedometer mi ha aiutato a capire cosa fosse fattibile a mi ha fatto vedere che c’era un posto per me tra i professionisti.

Hai mai pensato di creare un album di soul elettronico?

Sono innamorato del suono degli strumenti acustici ed è per questo che ho prodotto così il mio album. Forse in futuro potrei introdurre un po’ di soul elettronico nel mio suono, un po’ come Anderson Paak ha cominciato a fare.

Cosa prevedi nel tuo futuro dopo un importante tour in tutto il mondo?

Prima di tutto devo registrare 15 album prima di ritirarmi a poi devo solo trovare un posto piacevole nella natura e costruire una casa per la mia famiglia con le mie stesse mani. Uno dei miei tanti sogni!

ENGLISH VERSION

The relationship between you and this webzine shows how music is related to friendship. Can we find values produced by music in contemporary society?

Yes music is a powerful tool for connecting people and building relationships out of that. It is like a common language for all. The immediate thing I see is how my fans from all over the world become friends via social media and then meet up at my concerts to get to know one another better, it becomes a Family, a Myles Sanko Soul Family. This is so wonderful to witness and makes me really appreciate the power that music has to bring people together.

In your opinion, who are the most important soul and jazz artists right now?

My man Gregory Porter is doing great work at the moment so is Kamasi Washington, Michael Kiwanuka, Lianne La Havas, Christian Scott, Leon Bridges but to be honest the are lots and anyone creating soul or jazz right now is important.

Lyrics like “Just being me” or “My inspiration” speak about self-affirmation over a powerful musical background. What is your message?

My message is simple and it is about believing in yourself. I always like to say that I am in the business of selling hope and that is what I aim to achieve.

In your releases, “Forever Dreaming” and “Just Being Me”, we hear catchy pop melodies with jazz-soul arrangements and demanding lyrics. How difficult is it to combine all these elements?

It is not very difficult to be honest as it all comes naturally to me. Sometimes I stop and ask myself but where do you get it from Myles!

 What are your musical influences? We’ve read that Otis Redding and Bill Withers are among them, who else?

First of all life is my biggest influence and then Marvin Gaye, Donny Hathaway, Gil-Scot Heron, 4 Hero, Al Green, Shuggie Otis, Terry Callier, James Brown and the list will go on if I don’t stop now.

From making music in groups like Bijoumiyo and Speedometer to your own solo- project, how did this passage influence you and your music?

Bijoumiyo was a very important step in my journey as I learnt a lot about who I was as a musician and because it was all free-form/free-style, I was able to experiment. Working with Speedometer helped me see what was achievable and showed me that there was a place for me amongst the professionals.

Have you ever thought about an electronic soul or nu-soul album?

I am in love with the sound of acoustic instruments and that is why I produce my albums the way I do. Maybe down the line I might introduce some electronic soul into my sound a bit like what Anderson Paak has going on.

What do you see in your future after an important tour all over the world?

First I have to record 15 albums before I retire and then just find a lovely place in nature to build a house for my family with my own hands. One of my many dreams!

Ti piace questo Articolo? Condividilo!

Articolo scritto da