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REPORT – Ariano Folk Festival 2017, sperimentazione musicale e aggregazione

15 settembre 2017 EVENTI & CONCERTI, NEWS

a cura di Margherita Galantino

(foto da www.musiccoasttocoast.it)

Nel 1996 un gruppo di amici stufi della solita routine che si vive in un piccolo paese di provincia decise di mettere su un progetto musico-culturale, una sorta di festa popolare che col passare del tempo è diventata un’istituzione nel mondo della world music. E’ cosi che nasce Ariano Folkfestival!

Nel corso di questi 22 anni, il palco di Ariano ha ospitato i maggiori esponenti della world, folk, gypsy music di tutto il mondo e Ariano Irpino diventa così ogni anno luogo di incontro di popoli e culture. Attorno alla musica, da qualche anno, si sviluppano una serie di attività collaterali, come presentazioni di libri, di artisti, cineforum, teatro sparsi in varie zone di questo piccolo borgo che in queste giornate mostra al mondo intero ospitalità e cordialità tipica del territorio in cui è inserito.

Il pubblico di questo festival è vario ed eterogeneo, che accorre da paesini limitrofi, così come da ogni parte di Italia e a volte anche Europa, per la maggior parte ospitati nell’area campeggio allestita nello splendido boschetto della villa comunale, dagli stessi organizzatori del festival. Tra folk e cumbia, rap e hip hop, incursioni di jazz ed elettronica, la parola d’ordine di questa edizione è sperimentazione.

Ad aprire il Festival, giovedì 17 agosto, è stata La Yegros, per la prima volta in Italia. Arriva dall’Argentina, conosciuta come “La Regina della Nu Cumbia”,  la sua musica è un mix tra il lato fresco e spontaneo della cumbia, rielaborata sapientemente con il folk e l’elettronica. La stessa sera sul palco La Inedita, dal Perù, inventori di un nuovo genere: il chichamuffin, una fusione di chicha (la tradizionale cumbia peruviana), reggaemuffin e dancehall con sottili tracce di hip hop. E i Puerto Candelaria che propongono un mix di suoni tra underground rebel cumbia e colombian style jazz, coniugata a corografie realizzate sul palco da tutti i componenti della band.

Venerdì 18 agosto abbiamo viaggiato tra Africa, Sud America e Russia. Abbiamo visto i Bixiga 70: 10 strumentisti che provengono dalla scena jazz e d’avangurdia di San Paolo e li accomuna la passione per la musica di Fela Kuti, il loro progetto musicale mescola l’afro-beat con il funk americano e la cumbia, condito da echi di reggae; poi la leggenda della musica afro Orlando Julius, salito sul palco con gli inglesi The Heliocentrics, band che ci ha fatto ascoltare una sorta di jazz che potremmo definire futuristico. Subito dopo si sono esibiti i russi Oligarkh, che uniscono l’elettronica con la musica popolare russa, in un suono che ha un che di sacro e profano.

Sabato 19 agosto è toccato al “Re dello Swing”, Emanuele Urso and his big con un progetto musicale nuovissimo che ripropone un grande repertorio di un jazz datato ma che ha ancora molto da regalare al suo pubblico. Subito dopo si sono esibiti gli OT VINTA: inventori e fondatori di uno stile musicale unico e originale, l’Ukrabilly, un rockabilly marchiato Ucraina. L’ultimo live del sabato è stato affidato alla Kumpania Algazarra, band portoghese nata nelle strade di Sintra. Con il loro stile gitano unito ai battiti balcanici accende la passione per il ballo e la vita, muovendosi tra folk, ska e reggae in un ritmo incontrollabile ed energico. Domenica abbiamo saltato il solito pranzone e abbiamo ballato sotto il sole sulle note di Shantel, accompagnato dalla Bucovina Orchestra, che ci hanno fatti scatenare con un mix tra musica dell’Est e una dolce elettronica.

Nel corso della serata invece si sono avvicendati sul palco Moni Ovadia Stage Orchestra (già Theatre Orchestra), che mettono in scena la loro musica attraverso la composizione e l’esecuzione e soprattutto attraverso la gestualità e i movimenti dei musicisti. Successivamente gli Ephemerals, che ci hanno proposto un soul che spazia tra elementi di jazz, rock e hip hop. Chiude la line up l’esplosione di energia e felicità dei La Pegatina, gruppo spagnolo di ska e rumba.

Durante il corso del festival sul palco hanno suonato anche diversi dj, provenienti da tutto il mondo: Lord Sassafrass; Dj Panko; Scrachy sound; Andy Loop e Abel Gypsy, con cui abbiamo ballato fino a tarda notte…ma anche nel pomeriggio, nell’atrio del municipio del paese. Anche quest’anno dunque  Ariano Folkfestival si è confermato un appuntamento da non perdere, dove la sperimentazione musicale, l’aggregazione e la condivisione culturale la fanno da padroni.

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