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REPORT – Raphael Gualazzi chiude la rassegna “Fuori Museo” a Trani

13 settembre 2017 EVENTI & CONCERTI, NEWS

a cura di Gigi Salvemini

Domenica sera con il concerto di Raphael Gualazzi si è chiusa la rassegna estiva di “Fuori Museo” che ha visto esibirsi nei scorsi mesi, ai piedi della splendida Cattedrale di Trani, anche Brunori Sas, Francesco Renga e Fiorella Mannoia. Gualazzi sale sul palco in perfetto orario. Un concerto lineare che percorre i principali successi del cantante di Urbino. Appare molto strano vedere un artista che per almeno i primi tre brani non ha alzato gli occhi dal piano, quasi fosse solo in una stanza.

Detta i tempi e cambia facilmente i ritmi. Raphael Gualazzi è un grande artista, compositore, autore e arrangiatore e si dimostra anche cultore e appassionato storico dello stile anni ’30 che lo contraddistingue. Finalmente a circa metà del concerto infatti è curioso il sipario che si crea con il pubblico in un flashback musicale che coinvolge tutti e riporta il pubblico indietro negli anni. Ovviamente ci sono i brani che hanno reso un po’ “pop” Gualazzi, tormentoni come L’estate di John Wayne o Reality and Fantasy, cantate entrambe in versioni acustiche particolari. Emotivamente coinvolgente, tra un cambio veloce di ritmo, Sai (ci basta un sogno) arriva sotto una leggera pioggia. Gualazzi si improvvisa intrattenitore, finalmente non è più davanti al piano, e inizia un back to back con ognuno dei componenti della sua band. Non mancano La fine del mondo, ultimo singolo di successo, la fantastica Lotta Things e la bellissima e folkloristica Mondello Beach. Raphael Gualazzi è affascinante e a volte appare grottesco nei suoi timidi modi.

Unica nota dolente, purtroppo, è stato il pubblico. Ci si aspettava il tutto esaurito per un grande artista dall’elevato talento e prestigio e che sicuramente meritava grande attenzione. Sarà forse per le avverse e critiche condizioni meteo che dal pomeriggio hanno portato maltempo, o forse perché la piazza è sempre stata legata a fenomeni più commerciali o popolari ma resta il dispiacere di aver visto file di posti non occupati. Vanno comunque fatti i complimenti ad un’organizzazione che in tre mesi ha portato a Trani qualità, nomi e talento.

 

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