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REPORT – “ROBOT Night” e Ricardo Villalobos, ‘lost memories’ finalmente ritrovate!

10 ottobre 2017 EVENTI & CONCERTI, NEWS

a cura di Luca Tarantini

Quando si sente che in città, a Bologna, ci sarà lo sciamano Ricardo Villalobos in consolle si è già sicuri che il party sarà un successo. Se a questo ci aggiungete il ritorno ( seppure in scala davvero ridotta) di uno dei format che per circa 8 anni ha trasformato la città in una delle ‘capitali’ dell’elettronica italiana, allora ogni dubbio subito svanisce. Ed è esattamente ciò che è successo sabato scorso al Link di via Fioravanti con il gran ritorno di roBOT, per una notte di ‘lost memories’ tra i fan e protagonisti di sempre. Per tutti gli appassionati del dancefloor made in Bologna questa notte ha rappresentato molto, come ben descritto in un articolo di Soundwall uscito qualche giorno prima del party. E naturalmente anche per noi di doyoulike.org, che abbiamo sempre bazzicato il roBOT festival ed il Link,  è stato davvero un bel ritorno dopo mesi di assenteismo. ROBOT night ha colpito nel segno! Quando poi al timone della nave hai Ricardo Villalobos tutto è più semplice. Ma partiamo dall’inizio.

Prima di arrivare sapevamo che il Link sarebbe stato gremito, una vera bolgia ed infatti un via vai di persone affollava il parcheggio e l’ingresso, proprio come ce lo ricordavamo, con il timore di passare una buona mezz’ora in coda per entrare. Ma il club di via Fantoni per  l’occasione era in grande spolvero, niente file interminabili, tutto molto ordinato e preciso con addirittura un bar all’esterno ( una vera salvezza!) per velocizzare le pause-birra, dotato di panche e tavoli come zona chill. Al nostro ingresso in cabina di regia c’è  Dana Ruh, la produttrice tedesca di casa in quel del Club der Visionaere e punta di diamante della scuderia Cocoon, intenta a lanciare sonorità ‘palleggianti’ a tratti ibizenche mescolandole  scientemente con cassa dritta e stacchi minimali, che per un’ora ha riscaldato un dancefloor già in fermento per l’arrivo dello ‘sciamano’ cileno. L’atmosfera in casa Link ricordava quella dei migliori party che hanno fatto la storia del club, con la gente di sempre, con i soliti ‘compagni di mattonella’ che da sempre frequentano la scena bolognese come se ci fosse un filo conduttore che legasse gli anni gloriosi a questa notte speciale. E dopo qualche ballo sfrenato, qualche birra e qualche sorriso nostalgico, il momento tanto atteso è arrivato. Sono circa le 3 (qualcosa in più, qualcosa in meno) quando i piatti della consolle passano nelle mani di Villalobos e subito comincia lo spettacolo. Ricardo è uno dei producer più apprezzati della scena clubbing internazionale, puoi amarlo come criticarlo, ma non si può assolutamente mettere in dubbio la sua qualità di show-man. Con lui in consolle lo spettacolo, visivo e musicale, è garantito. E lo si comprende subito, quando dopo un paio di dischi, tra un balletto e l’altro, mette le cose in chiaro e con tecnica sopraffina ‘lancia sulla pista’ Feel the same di Radio Slave remix di Floorplan che manda subito il dancefloor ‘on fire’.

Sarà una continua escalation da suoni latin-house abilmente mixati, sporcati e rinvigoriti da cassa dritta e sonorità sempre più deep come solo un maestro esperto sa fare. Tre ore e mezza di fuoco nelle quali Villalobos dimostra la sua versatilità e il suo carisma come quando tra stacchi improvvisi e repentini cambi di canale fa risuonare le note di Preacher Man di Green Velvet, ritardandone più volte la ripartenza, con lo charme che solo lui è in grado di mettere in campo, con un risultato che solo chi era lì, davanti a lui, può descrivere. Il divertimento è assicurato! Quando mancava poco più di un’ora Villalobos, tra sonorità da ‘videogame anni ‘90’ ha cominciato a passare i suoi cavalli di battaglia, dal remix di Sinner in me dei Depeche Mode (da lui tanto amati) fino ad arrivare a Mari Kvien Brunvoll- Everywhere you go in un climax sonoro che ha avvolto tutti i suoi fan più nostalgici  (ma riscuotendo anche delle critiche dai più puntigliosi che lo hanno considerato ‘un po’ scontato’). E’ ormai giorno e alle spalle dello sciamano si apre la solita finestra sul cielo, caratteristica peculiare del Link, che segna la fine della festa, e dopo l’ultimo disco sfumato sino all’ultima nota, accade l’imprevedibile, come in tutte le serate da ricordare.

Dalle retrovie un fan appare con una cornamusa e inizia a suonarla come omaggio a Villalobos il quale,  chino sotto la consolle,  tira fuori solo la testa e il cellulare per filmarlo compiaciuto tra gli applausi del pubblico, un siparietto davvero particolare che segna l’epilogo della serata. Che vi sia piaciuto o meno, che condividiate o meno ciò che ho scritto, il party ROBOT è stato senza dubbio un gran successo. Una notte che ha riportato alla memoria gli anni passati, le memorie perdute e le notte danzanti di uno dei festival di elettronica made in Italy che rimarrà  nella storia del clubbing. L’augurio è che dalle proprie ceneri ROBOT possa rinascere – ricitando l’articolo uscito su Soundwall di Costanza Antoniella  e se così non fosse che almeno ogni tanto ritorni a ricordare ai propri fan cosa è stato, esattamente come è successo sabato scorso in compagnia di Ricardo Villalobos.

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