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REPORT – Robert Glasper Experiment, il jazz fresco a Locus Festival 2017

a cura di Valerio Rinaldi

Si è temuto il peggio per l’esito del concerto il cui inizio è slittato di almeno mezz’ora per quello che sembrava essere un grave problema tecnico all’attrezzatura di Casey Benjamin, sassofonista del progetto Robert Glasper Experiment. Il pubblico del Locus ha reagito benissimo all’attesa senza particolari rimostranze vista la grande voglia di ascoltarli, anzi ad ogni nuova uscita dei fonici ad un certo punto seguivano gli applausi. Il concerto è partito con Cherish the Day, classica cover ri-arrangiata di Sade. Nella prima traccia , durata circa un quarto d’ora il membro più cool della band, Benjamin, in short jeans e stivali texani con cappello a falda larga, prima impegnato con il suo synth a tracolla, ha eseguito il primo lunghissimo assolo di sax. In ogni brano c’è spazio per gli assoli così in Find You, tratto dal loro ultimo album Artscience, il divertito padrone di casa Glasper ha duellato con un immenso Mark Colenburg che ha fatto trasalire il pubblico in divagazioni ritmiche ora drum’n’bass, ora r’n’b o hip hop progressive sempre con l’approccio jazz più fresco nell’intero panorama mondiale. Il bello dei Glasper Experiment è che possono dare a dei pezzi ricostruiti in direzione jazzistica sfumature contemporanee e pop servendosi di svariati modi, quasi sempre attinti dalla black music senza sembrare mai troppo mainstream o banali. Sono il cavallo di Troia del jazz nella contemporaneità. E mentre Case Benjamin e Robert scherzavano con una piazza gremitissima di gente felice tra cori di partecipazioni sia incitati da Casey che spontanei, nella seconda fila sul palco un serafico Burniss Travis intesseva linee di basso magnifiche. Severson, la cui apparizione sul palco aveva ricordato ad alcuni Tom Morello, ha avuto il suo momento di meritata gloria su di un assolo perfettamente all’altezza della performance generale. Oltre a Thinking ‘bout you del nuovo album hanno eseguito anche la bellissima Calls. È stato poi il momento di un’altra cover ben riuscita come Smells like teen spirit. È stato un concerto memorabile con grande partecipazione del pubblico, davvero numeroso a testimonianza dell’attaccamento alla band. Il venerdì Glasper era apparso anche in coda al film Miles Ahead per cui ha eseguito la soundtrack.

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