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REPORT – Stelle e astri sul cielo di Milano con Astro Festival

30 giugno 2017 EVENTI & CONCERTI, NEWS

a cura di Luca Tarantini

In una Milano afosa e torrida, sabato scorso, l’unico refrigerio in città è stata la pioggia di stelle che ha investito il Circolo Magnolia in occasione di ASTRO Festival. I presupposti d’altro canto c’erano tutti, una line up stellata atterrata in un’oasi verde tra il grigio della città e tanto divertimento, una ricetta vincente che ripropone ASTRO come uno dei migliori eventi made in Italy. Le aspettative senza dubbio non sono state tradite. Il Circolo Magnolia, in grande spolvero per l’occasione, sembrava un grande parco giochi dove gente da tutta Italia ha potuto godere di uno spettacolo musicale senza pari. Dalle 19 in poi, con il sole alto nel cielo, la musica è stata da subito la grande protagonista. Ad aprire le danze il padrone di casa Abstract nello Jager Stage, mentre il ‘popolo del dancefloor’ arrivava a flotte, carico ed ansioso. Il tempo di un giro in lungo e in largo per godere degli ultimi raggi di sole e magari di qualche birra che è già il tempo di Clap!Clap!. Il producer fiorentino per l’occasione accompagnato dalla band, riscalda subito l’atmosfera, con la sua peculiarità uno sperimentalismo elettronico che si abbandona ai ritmi soventi dell’Africa nera, attraverso battiti e percussioni in stile tribale. Affascinante il suo live, affascinanti le sue sonorità ma ancora più affascinante è lo spettacolo che lo stesso Clap!Clap! mette in scena sul palco, saltando a destra e sinistra senza freni, tra i percussionisti, grondando sudore, con la carica di un vero front- man, la stessa carica che il pubblico ha accolto a braccia aperte. Ma neanche il tempo di asciugarsi la fronte dopo la danze sfrenate, che nel main stage è pronto Gold Panda. Il producer inglese ha l’arduo compito di stendere un tappeto rosso ai Moderat, compito che però gli è calzato a pennello. Ritmi sincopati e drop imprevedibili, in una escalation musicale ricca di sperimentazione e ricercatezza, che in ‘You’ , una delle sue produzioni migliori, trova la giusta sintesi e il pieno visibilio dei fan. Ma il momento tanto atteso è arrivato, tutto il pubblico è nel main stage, la gente continua ad entrare, fuori dal Magnolia una fila interminabile scalpita, perché sul palco si stanno preparando proprio loro, i Moderat. Gremito il dancefloor, tra urla e scalpitii, il trio è sul palco, pronto per un’ora di romanticismo nostalgico che passa in rassegna i più grandi successi del gruppo difronte agli occhi arrossati dei fan. ‘A new error’ apre le danze, in un’atmosfera bollente, che subito fa capire che averli ascoltati dieci volte o per la prima è indifferente, il loro live è sempre fenomenale e visionario. Tutto studiato fino all’ultimo dettaglio in un crescendo di emozione, tra i virtuosismi dei Modeselecktor e la voce sognante di Apparat, si passa senza freno, senza pause da Bad Kingdom a Running, passando per Rusty Nails e Milk con la verve poetica che i Moderat riescono sempre a trasmettere. Ma il concerto è finito, ma non di certo il divertimento. Dopo un bel Gin tonic fresco, per riprenderci dall’emozione, e ci si pone il problema tra chi ascoltare se il boss di Innervisions, Dixon, nel main stage, oppure la leggenda vivente Daniele Baldelli nello jager forest stage, non ce ne vogliate, ma siamo molto nostalgici e abbiamo optato per il secondo. Baldelli è una autentica leggenda del clubbing italiano, e lo dimostra sin da subito, con il suo sound peculiare fatto di commistioni sonore che mescolano simbioticamente house music, disco, funky, musica afro e chi più ne ha più ne metta. E’ un attimo e sembra di essere tornati alla Baia degli angeli (che ahimè conosciamo solo per nominata data la giovane età) a quando i suoi dischi facevano ballare tutta l’Italia, agli inizi di una storia che arriva fino ai giorni nostri. Ed eccoci giunti alla fine, ma non così in fretta c’è ancora un top player da ascoltare, una delle punte di diamante della scena rave romana degli anni ’90, il boss Lory D. Il producer romano prende il timone dopo Dixon e sono subito bombe acide e cassa dritta a ricordare che la scena si evolve ma non muore mai. E così anche la seconda edizione di ASTRO giunge al termine, senza dubbio un gran successo, senza dubbio ci ha regalato un altro viaggio tra stelle ed astri e senza dubbio non fa che accrescere la nostra voglia di partecipare alla terza edizione, quindi rimanete collegati che l’astronave è pronta a ripartire!

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