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REPORT – The Cure a Milano, un live sconvolgente

15 Novembre 2016 DYL WEB, EVENTI & CONCERTI

a cura di Jack Malombra

Halloween é sempre stata la mia festa preferita. E, con la successiva versione cattolica, quest’anno ci regalano cinque giorni di festa per chi, come me, venerdì pomeriggio stacca dal lavoro. Quest’anno però il mercoledì di rientro é stato allietato da un evento che si aspetta con ansia come le ferie estive o un bonifico, sto (ovviamente) parlando del live dei Cure. Doppia data per la band inglese, puntello alla metro di Abbiategrasso ed entriamo al forum per il secondo show, consapevoli che alcune perle della scaletta sono invariate e che altre sicuramente sarebbero cambiate dal giorno prima, ma andiamo con ordine. A questo giro Robert e soci escludono Pornography dal loro repertorio e decidono di ripescare canzoni poco suonate da altri album. Il live inizia con Out Of This World e a stento tratteniamo le lacrime, l’opportunità di ascoltare dal vivo questa canzone é un regalo inaspettato ma il primo classicone arriva poco dopo e ci ritroviamo disarmati con l’intro di Pictures Of You, subito ci ricordiamo degli amori eterni finiti male del periodo post-adolescenziale, forse quello era vero amore e tutto quello che sta succedendo adesso é solo un compromesso, ci riflettiamo ancora su Closedown per poi magicamente ritrovare noi stessi sulle note di Lullaby. L’unico brano che mi fa riappacificare con la mia fobia per i ragni (ed altre immonde creature). The Perfect Girl inaspettata, a fine canzone Robert saluta il pubblico e annuncia una perla rara come All I Want che, personalmente, é una pugnalata alle spalle. Si prosegue con The Baby Screams dallo stesso album Kiss Me Kiss Me Kiss Me, e assistiamo al pubblico in visibilio sulle note di Push. A questo punto del live siamo già emotivamente sconvolti ma a Robert e soci poco importa, rincarano la dose con In Between Days e Boys Don’t Cry una dopo l’altra, una breve pausa dalle hit con Kyoto Song e poi si ricomincia con Lovesong, Just Like Heaven, e Last Day Of Summer, tra balli, lacrime e risate. La chiusura con Bloodflower non ci spaventa perché siamo già informati sulle performance dei Cure e sappiamo che ci aspettano ancora diversi crolli emotivi, infatti ricominciamo con Step Into Light, Want e Never Enough, ottime canzoni ma niente in confronto a quello che sta per succedere. L’ultimo pezzo del primo bis non lo suonano spesso, non é in nessun disco dei Cure, ma é inconfondibilmente il loro marchio di fabbrica, sento la pelle che vibra e il cuore che batte all’impazzata, si tratta di Burn, colonna sonora del celebre film “Il Corvo” che zittisce tutto il forum di Assago in un religioso silenzio. Breve pausa emotiva, ne abbiamo bisogno ma non abbastanza per le prossime tre canzoni: Three Imaginary Boys, title track dell’omonimo disco del ’79 prima vera produzione dei Cure, Play For Today potentissima e A Forest, vero capolavoro new wave dalle atmosfere shoegaze della band. Le ultime canzoni di questo live sconvolgente dopo tanta introspettività sono forse tra i piú “allegri” (se cosí si puó dire) e ci scateniamo con l’amarezza che si ha quando sta per finire qualcosa che vorresti non finisse mai, quindi The Lovecats, Friday I’m In Love, Close To Me e Why Can’t I Be You? Usciamo dal forum che non siamo le stesse persone che eravamo quando siamo entrati. Qualcosa é cambiato, qualcosa cambia sempre.

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