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REPORT – TOdays Festival 2018, il racconto di tre giorni emozionanti

8 settembre 2018 EVENTI & CONCERTI

A cura di Marika Palumbo e Lucia Pignataro

Il TOdays festival è ormai un appuntamento fisso per noi di Doyoulike.org. Perché la fine delle vacanze estive non è certo piacevole, ma questo festival ci fa dimenticare queste brutte sensazioni. Abbiamo quindi assistito anche alla quarta edizione della rassegna svoltasi dal 24 al 26 agosto, nella periferia di Torino, il quartiere Barriera di Milano, una zona che mai come in questo momento storico merita di essere vissuta. Il festival si è concluso da circa una settimana ma noi stiamo ancora tamburellando seguendo il ritmo dei pezzi con la stesso entusiasmo di Vic, il piccolo fan degli Editors che ha fatto innamorare gli Editors compresi. Come di consueto, cercheremo di raccontarvi la nostra esperienza al TOdays festival day-by-day nella speranza di farvi vivere o rivivere il festival attraverso queste righe.

DAY 1

Ciò che subito ci viene in mente pensando al primo giorno di festival è che le chitarre hanno fatto il loro dovere generando momenti di grande entusiasmo e “delirio”, come durante il concerto dei King Gizzard and the Lizard Wizard, e sguardi sognanti sulle note di The War on Drugs.

Sul prato dello sPAZIO211 si parte alle 19 in punto con le chitarre psichedeliche della band torinese Indianizer, che ci regala viaggi esotici ed i loro magnetici e ballabili riff, una band interessante della scena musicale italiana. Dopo una piccola pausa, tocca ai Bud Spencer Blues Explosion attirare la nostra attenzione. I quattro romani in total white spaziano tra pezzi del loro ultimo disco alla famosissima cover di “Hey Boy Hey Girl” dei Chemical Brothers che si potrebbe definire come la traccia d’esordio della band.

Occhiali da sole, birra e burger in mano, un bellissimo sorriso rilassato sotto il sole e una grande esaltazione è ciò che accomuna tutti noi presenti su questo prato di Via Cigna. Organizzazione perfetta e performance che spaccano il secondo, consentendo a tutti i presenti di girare per il prato e di fruire di tutto ciò che il festival offre in maniera fluida, tranquilla e serena.

Partono in quinta i King Gizzard & the Lizard Wizard con doppia batteria. Sul palco compaiono sette musicisti e li sentiamo tutti, dal primo all’ultimo. In 60 minuti ci trascinano nel loro viaggio personale, tra i loro continui e piacevoli cambi ritmici, dal blues alla psichedelia. Quello che succede durante il loro live ha dell’incredibile. Per tutta la durata del loro concerto (senza sosta!), un gruppo di fan super carichi genera un pogo a dir poco meraviglioso. Si vede gente tenuta sulle teste del pubblico che sembra quasi volare, i salti sul terreno creano un polverone che si espande su di noi ed è tutto come dovrebbe essere. Perché sì, un concerto così non può che generare il famoso “cerchio del pogo” che la band si è più che meritato.

Il sole scende e lascia spazio ad una romantica oscurità. L’atmosfera cambia radicalmente ed è il momento di The War On Drugs che entrano in scena con un salto nel passato 2010 con “Baby Missiles”, continuando con la tenera “Pain”. Poco dopo, la romantica e malinconica “Strangest Thing” si fa spazio nel set entrando dritta nel cuore dei numerosi fan che si abbracciano, piangono e si stringono forte.

E’ il momento dell’ultimo album “A Deeper Understanding” , e della melodia spensierata di “A Nothing To Find”. Scivoliamo infine nei sognanti riverberi del disco “Lost in Dream” con le famose Red Eyes Under The Pressure, performance impeccabile per i quattro statunitensi che lasciano una dolce magia nell’aria del TOdays chiudendo questa giornata allo sPAZIO211.

La serata si conclude meravigliosamente all’ex-Incet, altra location del TOdays distante poche centinaia di metri dallo sPAZIO211 messa a nuovo e quindi meno underground dello scorso anno, con i set di Coma Cose e Mount Kimbie. Queste performance ci riportano ad un un bel sorriso stampato in faccia e una sensazione di completa soddisfazione per la fine di questa prima giornata.

DAY 2

È il cantautore torinese Daniele Celona a dare il via al day 2 del TOdays. I suoi ritornelli rock risultano molto apprezzati dal pubblico ma è solo dopo alcuni pezzi che il suo live decolla. Qualche minuto di pausa ed è il momento di Lorenzo Urciullo, in arte Colapesce, che si presenta sul palco con i suoi consueti costumi da pesce spada e da sacerdote. Oltre a lui, un’orchestra e una voce femminile ad accompagnarlo, quella della polistrumentista e frontwoman degli Any Other: Adele Nigro. Il live di Colapesce, reduce da un tour estivo che lo vede in giro per tutta l’Italia, si conferma un’artista che sa il fatto suo sebbene non sempre riesce a mettere tutti d’accordo. Non potevano mancare i suoi brani più famosi in una performance che spazia tra le tracce di tutti i suoi tre album: da Satellite Totale, da Sospesi a Restiamo in Casa, da S’illumina Le foglie appese.

Eccoli ora che arrivano puntuali gli Echo & The Bunnymen che attaccano subito con la loro famosa Lips like Sugar. Al microfono Ian McCulloch: giacca di pelle, soliti occhiali da sole scuri e il suo intramontabile charme. Il loro malinconico ed emozionante percorso tra i loro più significativi album assume una deviazione con delle improvvise Roadhouse Blues dei Doors e Walk on the wild side di Lou Reed. Irrompe anche The Killing Moon, fluttuante e dolce a rigare i nostri visi in conclusione del loro set.

Sono esattamente le 22 quando il cielo inizia ad coprirsi di nuvole e lascia cadere qualche goccia di pioggia. Il mood è perfetto. I Mogwai impugnano le chitarre e danno inizio ad uno dei live più emozionanti del festival. Poche parole – Stuart Braithwaite accenna solo a qualche “Grazii milli, thank you” durante tutto il live – ma tante emozioni grazie alla magnifica selezione di pezzi estratti dal loro ultimo lavoro Every Country’s Sun e dei pezzi più datati. Presente anche la commozione dei fan alle note di I’m Jim Morrison I’m dead, Rano Pano, 2 Rights Makes 1 Wrong Mogwai Fear Satan le quali ci hanno fatto un po’ ripercorrere la loro ventennale carriera. Dopo un’ora e mezza di brividi, la band scozzese conclude un live set perfetto. Descrivere ciò che hanno creato non è cosa semplice, c’è chi resta ancora qualche minuto con il naso all’insù, chi con gli occhi chiusi, chi disteso sul prato perso e cullato da questa onirica atmosfera e c’è anche il malinconico fan dei My Bloody Valentine che, in fin dei conti, ha deciso di assistere comunque al live dei Mogwai senza rimpianti.

Il palco dello sPAZIO211 si svuota e quasi in contemporanea Cosmo inizia il suo show all’interno di uno stracolmo ex-Incet. Si balla, si salta e si canta a squarciagola durante l’esibizione dell’electro-pop Cosmotronic sotto coriandoli e giganti accendini gonfiabili. La serata termina con le ottime performance di Mouse on Mars e i djset di Acid Arab e Red Axes.

DAY 3

La terza giornata si apre con due artisti italiani, entrambi prodotti da La TempestaGeneric Animal Maria Antonietta. Letizia Cesarini, in arte Maria Antonietta, viene accolta calorosamente dal pubblico del TOdays e celebra il suo trentunesimo compleanno proprio sul palco. Un’artista perfettamente in linea con la lineup del festival e che con le sue sonorità, che ci fanno pensare ad una nuova Meg, prepara il pubblico per quello che sarà uno spettacolo memorabile. A salire sul palco dopo di lei, preceduto da qualche nota della solenne soundtrack di 2001: Odissea nello spazio, è un Ariel Pinkprobabilmente stordito da qualche birra di troppo (ne vediamo le tracce anche sulla maglia sporca). Ariel Pink e la sua band sono stravaganti, simpatici, eterogenei, coinvolgenti e ci fanno vivere momenti di pura e bellissima follia, com’è stato per il live di Mac Demarco durante la scorsa edizione. DaAnother Weekend a I Wanna Be Young (per essere coerenti con la tematica dei pezzi), da Time to Live a Time To Met Your God. Tra il pubblico ci sono pareri contrastanti, probabilmente non apprezzato particolarmente da coloro che non aspettavano che gli Editors, il live di Ariel Pink mette tutti di buon umore e si conferma il personaggio singolare che tutti si aspettavano.

Sono gli Editors alle 21.50 a chiudere questa quarta edizione del TOdays Festival. Parte dolcemente “Cold”, primo brano del loro ultimo album Violencee anche primo del loro live set. Tra un balletto e l’altro del carismatico frontman si incastrano veloci anche le storiche An End Has A Start, The Racing Rats, Sugar, Blood .

Con una coinvolgente e amata Smokers Outside The Hospital Doors sembrano voler chiudere il loro show, ma non è così, sono gli unici di tutto il festival a rientrare sul palco per il bis. Il buio del palco viene interrotto da una luce che mette in risalto Tom Smith e la sua chitarra acustica. La sua eccezionale dote canora ci manda in estasi, grandi emozioni sulle note di No Sound but the Wind e A Ton Of Love suonate interamente in acustico.

La magica calma viene piacevolmente interrotta con l’improvvisa e solenne Papillon che fa letteralmente impazzire tutti e dà il lasciapassare aMagazine.

Finisce così il loro live: con un loro inchino tra gli scroscianti applausi del pubblico che conferma come la band inglese riesca a far emozionare e divertire contemporaneamente i suoi fan e non solo.

La quarta edizione di TOdays festival registra circa 30.000 presenze ed un pubblico più che soddisfatto. Oltre all’ indiscutibile line-up che ogni anno ci permette di vedere band che solitamente non troviamo in altri festival italiani, ciò che rende il TOdays meravigliosamente unico è il suo pubblico. Dagli adulti, agli adolescenti, dalle famiglie ai giovani universitari. L’eterogeneità del pubblico è data da una proposta variegata che unisce tutte le fasce d’età permettendo agli uni e agli altri di conoscere e godere di gruppi diversi rispetto a ciò che solitamente si ascolta. Il pubblico del TOdays è lì per davvero. È appassionato, curioso e contento, ormai fiducioso di godere di un festival unico che cresce ad ogni edizione.

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