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ROBOT 10, ecco il programma completo

20 settembre 2018 EVENTI & CONCERTI, NEWS

Il viaggio nella decima edizione del roBOt Festival è cominciato: la prima tappa è stata la preview del 15 settembre a Palazzo Re Enzo, che ha ospitato Caterina Barbieri, Elena Colombi ed Emiliano Maggi. Una fermata che ci ha accompagnato nel cuore pulsante del Festival, che si terrà nei giorni dal 27 al 29 settembre all’ex GAM, fino a condurci al party di chiusura al Link. Il filo conduttore – sintetizzato nel claim, While You Were Sleeping – è il concetto di club, dalla genesi fino alle più recenti trasformazioni. Il club dove è nato tutto, il club che è stato al tempo stesso rifugio, ideazione di un ‘mondo ideale’,  riflesso della quotidianità, laboratorio di forme e idee in costante movimento, catalizzatore di mutamenti sociali i cui effetti si avvertono ancora adesso. RBTX vuole essere così un ponte tra passato e futuro: un viaggio nella memoria di locali che oggi non esistono più, per questo abiterà in un luogo che per l’occasione rivive – l’ex GAM di Bologna – da cui parte una possibile ipotesi di quelli che saranno i prossimi scenari, ancora da scrivere. Con questo spirito sono stati definiti i nomi in cartellone, in un gioco di equilibri tra nuove direzioni in musica elettronica e la filologica rivisitazione del passato che è ancora palpitante, suoni e stili da dove tutto è partito, in relazione dialettica con i  nomi di domani.

C’è chi il corso della storia l’ha letteralmente cambiato: Andrew Weatherall, produttore e dj tra i pochi viventi di cui si possa dire che esisteva un prima e, da quando ha mosso i primi passi, un poi.

Un’anteprima assoluta e un’inedita collaborazione a due per un live che finora si è visto pochissimo. La prima: Nu Guinea in doppia partecipazione incrociano le forze con la crew di dj Napoli Segreta per uno show pensato appositamente per RBTX. La seconda è Neon Chambers, collaborazione tra James Shaw aka Sigha e Kangding Ray, virtuosi della techno più sperimentale per la prima volta insieme. Il live che stanno presentando in selezionatissimi palchi in giro per l’Europa è una maratona di due ore generata dall’unione di due artisti che portano al livello successivo techno, sound design, sperimentazione.

L’Italia ha saputo anticipare i tempi e dettare gli standard nella storia del clubbing mondiale, dalle origini house alle vertigini techno: qui sono stati progettati i club più avveniristici, dove hanno suonato i dj più all’avanguardia. Come Daniele Baldelli, il cui nome stesso significa “cosmic funk”, un genere che si è sviluppato nella discoteca Baia degli Angeli,  di cui non esistevano precedenti e Claudio Coccoluto, il simbolo dell’house italiana, che non a caso proprio ascoltando le ‘cassette’ mixate di Baldelli ha deciso di fare il dj. Produttore (Il suo ‘Belo Horizonti’ raggiunse i vertici della classifiche inglesi), dj, artista, i suoi fluviali set di solo vinile emozionano ancora come pochissimi altri al mondo. Don Carlos, altra storia italiana che ha letteralmente ridisegnato dalle fondamenta i confini dell’house; per l’occasione presenta “Paradise House”, escursione nei 30 anni di IRMA Records, storica etichetta discografica bolognese che ha saputo dettar legge indifferentemente in ambiti house, lounge, hip hop, acid jazz.

Uno sguardo itinerante ai grandi nomi di domani, con un’attenzione particolare per la creatività femminile, e anche questa è una novità importante.  Or:la da Liverpool, producer e organizzatrice di eventi (il party itinerante “Meine Nacht” è stato incoronato da Mixmag come una delle 3 migliori serate al mondo), dj eclettica dove la techno è solo il punto di partenza. Laurel Halo, americana trapiantata a Berlino, pubblica per l’inglese Hyperdub che ha plasmato l’intero genere dubstep. Dall’Olanda Young Marco, dj con una sterminata collezione di vinili che rivaleggia con quella di Vladimir Ivkovic, animatore culturale serbo trapiantato a Düsseldorf.

La nuova linfa dall’Italia: da JägerMusic Lab 2018, Federica Ferracuti alias Hu, cantautrice, producer, polistrumentista; è stato deciso di lasciarla fuori categoria, perché letteralmente “fuori” da qualsiasi parametro applicabile. Luca Maria Baldini in un live che unisce elettrica ed elettronica, come pure nell’alleanza DJ Rou & Lite Orchestra: contrabbasso, chitarra, drum machines e fiati in un ibrido afro jazz funk. Fuori da ogni possibile classificazione i virtuosi del theremin OoopopoiooO, l’oggetto volante non identificato di RBTX.

Per il party di chiusura, il ritorno dietro ai piatti di Trentemøller: un viaggio fino alle origini del suono dove si passa attraverso electro, techno, trip hop, tech house, ambient, disco, funky, post rock, più tutto quel che sta in mezzo e oltre. Insieme a lui, da Londra Ross From Friends, fresco di release per la Brainfeeder di Flying Lotus, e da New York City Levon Vincent a rileggere la techno rallentandone le pulsazioni, e Stomp Boxx, vincitore di JägerMusic Lab 2018.

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