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DISCOVERING – Filippo D’erasmo e il suo “Cerchio di fuoco”

12 Ottobre 2020 Senza categoria

a cura di Giorgia Groccia

Fuori dal 2 ottobre 2020  il nuovo singolo di Filippo D’erasmo,  una canzone che parla dell’amore proibito tra due amanti. Una storia che sfida i dogmi sociali e morali, e che si chiude con un’amara ma lucida riflessione. 

– Come nasce il tuo ultimo singolo Cerchio di fuoco? 

Nasce da un fatto autobiografico. Mentre stavo raccontando e dando sfogo a quella determinata emozione, la canzone ha preso una sua vita propria, intrecciandosi con altre storie dal sapore letterario e cinematografico, passando addirittura per qualche riferimento alla storia tra Johnny cash e June Carter.

– Parlaci del tuo progetto Filippo D’Erasmo, come nasce e come pensi si svilupperà? 

Nasce dalla volontà di mettermi “in proprio” e portare avanti in modo autonomo il mio progetto artistico, dopo un passato trascorso a suonare nelle band.
Avevo bisogno di sperimentare con la scrittura, con il suono, senza sentirmi incasellato ed imprigionato in un determinato genere, che con la band si era inevitabilmente venuto a creare.
Ho tante idee per la testa, per come sono fatto preferisco fare un passettino per volta, costruire un progetto che cresca piano, ma solido.
Scrivere canzoni è la mia missione di vita, non ho fretta di bruciare le tappe. Semmai voglio godermi il percorso.

– Cosa pensi circa il panorama odierno?

Cercherò di dare una risposta senza passare per boomer o per nostalgico, ma non so se riuscirò nel mio intento.
Noto un appiattimento generale, soprattutto per quanto riguarda i contenuti. Cioè voglio dire..ogni settimana vengono pubblicati centinaia di nuovi brani, quasi tutti suonano molto bene, perchè le tecnologie di produzione nel frattempo si sono evolute..però spesso non sento dietro queste canzoni una chiara visione artistica, un bisogno di espressione..mi sembrano più che altro delle canzoni fatte per dare spazio all’ego. Ma allora questa musica cosa sta apportando al mondo, oltre che una illimitata offerta consumistica di cui nessuno sente il bisogno? 

– Preferisci le playlist o gli album? Perché? 

Sono ancora legato al concetto di album.
Mi piace pensare che dietro un disco vi sia un’idea, un filo conduttore che leghi le canzoni. Mi piace che l’ordine di ascolto non sia casuale e che ci possa essere una scaletta pensata, un percorso emozionale e di dinamica, che guidi l’ascoltatore in un viaggio.

– Progetti futuri? 

Spero di ricominciare a suonare live e di portare i nuovi brani dal vivo, per capire come risponderà il pubblico.
Ho in mente diverse collaborazioni con artisti e addetti ai lavori che stimo, e altri progetti bollono in pentola, ma non posso ancora anticipare nulla.
Sicuramente c’è la volontà di fare tante belle cose e di migliorare l’esperienza generale del progetto.

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