MEDIMEX – Fabi, Silvestri e Gazzè, non chiamateli “supergruppo”

Non amano essere definiti un “supergruppo” ma guardando i nomi è difficile abbandonare questa definizione. Niccolò Fabi, Daniele Silvestri e Max Gazzè sono una delle migliori proposte nel panorama musicale italiano. Il loro progetto discografico, “Il padrone della festa”, unisce il talento e le storie ricche di successo di tre importanti esponenti della musica italiana ma anche di tre amici. Tra di loro, infatti, scorre una sintonia che va oltre il semplice rapporto artistico. Sono romani ed insieme hanno già condiviso palchi e serate quando, negli anni Novanta, si esibivano al “Locale” di Roma, un luogo storico, fulcro dell’attività culturale e musicale della capitale. Da lì le carriere dei tre sono proseguite condensate da numerose produzioni e successi. E da collaborazioni incrociate. Nel 1996 Gazzè è il bassista nel tour di Daniele Silvestri, nel 1998 “Vento d’estate”, cantata in duetto da Fabi e Gazzè, domina le classifiche, nel 2007 il disco di Silvestri, “Il Latitante”, vede la collaborazione di Gazzè. E’ il 30 agosto del 2010 quando, a Casale sul Treja, nei pressi di Roma, va in scena una giornata speciale dedicata intensamente alla musica: vi partecipano cinquanta artisti tra cui i tre cantautori romani.  Insomma, tre artisti che si ritrovano, tre amici che decidono di condividere una grande passione per la musica italiana. “Quando uno dei tre – racconta Fabi nell’incontro d’autore al Medimex – ha in mente un’idea, subito c’è l’altro pronto a stimolarlo. E’ questo è molto importante. Se tu scrivi un certo tipo di testi, avere tre voci corrisponde ad una forte motivazione. Se, invece, si tratta di altre tipologie di parole, la presenza delle tre può essere una interruzione”.

Condividono storie, percorsi artistici, successi ma non solo :”Sì inevitabilmente – spiega Silvestri – siamo un supergruppo. E lo sono anche gli altri sei componenti della band che seguono da tempo le nostre storie. Mi piace avere – continua Fabi – un rapporto speciale con gli altri componenti della band. Li facciamo vestire in modo che appaiano e non che vengano nascosti come in altri casi. Perché per me, personalmente, è importante girarmi, mentre canto, e ricevere la carica di chi suona gli strumenti”.

Dopo l’album, che sta riscuotendo un buon successo, e i singoli che ruotano in radio ormai dall’estate,  è tempo di girare in tour. E ci sarà anche una tappa a Bari, il 29 novembre al Palaflorio: “Sarà uno spettacolo – promette Silvestri – ricco di sorprese. Suonando in un palazzetto, ogni canzone avrà una sua scenografia, un immagine”.  Il tour, si sa, cambia le sorti di una band, la rafforza, porta a nuove consapevolezze. Ma i tre non hanno intenzione di guardare troppo al futuro :”In questo momento – spiega Gazzè – non possiamo dire cosa potrebbe succedere dopo il tour. Potrebbero nascere altre forme di collaborazione ma è presto per dirlo. Non ci siamo imposti – continua Silvestri – tanti obiettivi”.  E allora non resta che godersi tre splendide voci della musica italiana. Tutte e tre insieme, riunite non in “un supergruppo”.

Luigi Lupo