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I Mondiali in musica, le hit delle nostre “notti magiche”

3 Giugno 2014 Senza categoria

Chi di voi, un po’ di estati fa, non ha ballato, almeno per una volta, “Waka Waka”? O c’è qualcuno che non conosce il ritornello di “Notti Magiche”?  E se vi pronunciamo Ricky Martin, non vi viene in mente “La Copa de la Vida”?. La risposta a queste semplice domande, che siate seguaci del calcio o meno, è scontata. Perché le hit che accompagnano i mondiali entrano inevitabilmente nella testa così come le emozioni che la competizione per nazionali suscita in ognuno di noi.  A volte può trattarsi della canzone ufficiale, appositamente scelta dalla Fifa(l’organismo che organizza la competizione),  altre di brani che escono in estate, accompagnano le partite e la passione di chi le segue. E ‘ il caso di “Un’estate italiana”, meglio conosciuta come “Notti magiche”: a produrla, in occasione dei mondiali che si disputarono nel nostro paese nel 1990, fu un genio della musica italiana come Giorgio Moroder.  Il testo originale(il titolo della prima edizione è “To Be Number One”) lo scrive Tom Withlock ma la versione più amata e cantata è certamente quella redatta da Gianna Nannini ed Edoardo Bennato. Il disco, caratterizzato da parole che si legano indissolubilmente all’atmosfera dei campionati mondiali di calcio, raggiunge subito la vetta delle classifiche in Italia: nel 1990, è il disco più venduto ma è in testa ai gradimenti anche in Svizzera, Norvegia e Svezia. La Rai la utilizza come sigla d’apertura delle trasmissioni dedicate al Mondiale. Eppure non si trattava della canzone ufficiale scelta dagli organizzatori per “Italia ’90”. Ma, per quell’anno con gli stadi italiani  invasi dal meglio del calcio internazionale, è come se lo fosse stata.

La consuetudine di registrare hit apposite per i mondiali nasce nel 1962: si gioca in Cile e gli azzurri  si fermano al primo turno dopo una vera e propria battaglia(calci e tensione alle stelle) persa contro i padroni di casa. In quell’anno, è affidata ai “Los Rambles”, gruppo rock-jazz cileno, la produzione di “El Rock del Mundial”. Ritmi rock and roll che si sposano alla perfezione con la fantasia del calcio sudamericano. E, infatti, a trionfare è proprio il Brasile.

Molte hit “mundial”, almeno da noi, hanno lasciato poco il segno. Pochi forse ricordano “Anthem”, prodotta da “The Vangelis”: qualcuno la assocerà ai mondiali del 2002, competizione che forse nello stivale non torna alla mente con tanto piacere.  Discorso completamente opposto se ci si sposta nel 2006.  Senza dubbio, le emozioni regalate dagli azzurri nelle serate tedesche sono impresse nel cuore. E forse lo sono anche i brani che, tra l’ufficiale e il non, le hanno abbracciate. L’inno ufficiale per quella competizione è “The time of our lives”: un titolo ed un’artista, Toni Braxton, meritevoli di ascolto ma di certo non di così tanto appeal per gli italiani. Che, invece, cantano a squarciagola “Popopoooporòò”,  coro nato nella curva della Roma sulle note di “Seven Nation Army” dei “The White Stripes”. A far sorridere, nell’anno tormentato dallo scandalo Calciopoli, ci pensa Checco Zalone. La trash ed ironica, “Siamo una squadra fortissimi”, diventa in breve tempo la canzone dei campioni del mondo nel 2006.

Sfonda ed è anche hit ufficiale dei mondiali, invece, la “Copa della vida”. La canta, per i pochi che non lo sapessero, un certo Ricky Martin: il ritmo dance e allegramente coinvolgente fa ballare i tifosi durante “Francia ’98”.  Il passo da hit “mundial” a fenomeno commerciale è breve: il disco balza alle vette della classifiche in tutta Europa. E ancora oggi, se si parla di Ricky Martin, si canticchia il ritornello di quel brano e si rimembrano, purtroppo, i rigori sbagliati dagli azzurri nei quarti di finale con il paese organizzatore.  E di esperienze negative legate alla nostra nazionale si può parlare anche a riguardo della trasferta in Sudafrica nel 2010. Una pessima figura per il Lippi bis, una delusione per i tifosi italiani che speravano di rivedere i fasti di quattro anni prima. Menomale che c’è Shakira, però, a divertirli nelle calde sere in spiagge: la canzone è “Waka Waka”, riprende una danza tipicamente sudafricana che si diffonde a macchia di leopardo in tutto il mondo. Dai grandi ai piccini, dalle ragazze ai maschietti, quei movimenti di braccia e gambe diventano la colonna sonora, e danzereccia, di un’estate poco piacevole dal punto di vista sportivo.

Ma ora è il momento di guardare avanti. C’è un altro mondiale in vista, quello brasiliano. Jennifer Lopez e Pittbull, con la voce di Claudia Lette, firmano “We are one (Ole Ola)”, i Negramaro – come preannunciato da doyoulike qualche mese prima – accompagnano una nazionale senza Pepito Rossi con “Un amore così grande” e poi c’è una sorpresa. Torna “Un estate italiana” in un remix dance firmato da Giorgio Moroder. Fu lui a produrla nel ’90, è ancora lui, più di dieci anni dopo, a trasformarla(o rovinarla?) in un disco da teste che si muovono nei dancefloor.

Luigi Lupo

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