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“Music connects people”, l’importanza di vivere la musica dal vivo

Vivere la musica

 

Abbiamo ben chiaro, noi che ogni giorno parliamo di musica, la diffondiamo, ne raccontiamo storie, quale sia il suo valore, la sua importanza. Un disco al risveglio che porti nella testa per tutta la giornata, quello che apprezzi meglio dopo una giornata lavorativa o il ritornello che ti da la forza per affrontarla. Poi le tracce che sembrano avere, nelle parole o nei suoni, l’immagine di una persona da amare o da odiare, di un evento piacevole o meno e quelle che sono capaci, con la loro velleità di valvola di sfogo, di farti dire: “stop, devo divertirmi”.  E allora magari è il momento in cui sei in un club(ora fa figo chiamare così quelle che erano le “discoteche”), in un american-bar, meglio ad un concerto o in un festival. Ecco, quelli sono i momenti in cui la musica supera le dimensioni dell’ascolto. Perché è come se dalle casse fuoriuscisse una sensazione che avvolge chi sta ascoltando, meglio “vivendo”: un senso di piacere, entusiasmo, voglia di stare insieme. Certo, emozioni che un brano, di qualunque genere si parli, può offrire anche quando si è da soli, in casa, con davanti un ipod e le cuffie nelle orecchie ma, fidatevi(e tantissimi ne sono consapevoli), quando le stesse note attraversano uno spazio pieno di gente, hanno un sapore diverso. Ed è questo ciò che bisogna sempre di più comprendere: il valore della musica come condivisione di un momento di assoluta spensieratezza, come occasione, non solo di ballo e sballo(e nei limiti del legale), ma di assoluta “connessione” di intenti.  Uno slogan che spesso si ripete in ambienti musicali è “music connects people”. Mai frase fu più azzeccata, a mio parere. E non dite che non sia vero. Dalla notte dei tempi, giovani e non hanno trovato nella musica l’essenza del divertimento e dello “stare bene” insieme. Prima ancora della disco o di Woodstock, dei rave o delle dancehall, dei concerti nei teatri o nelle piazze durante le sagre. E lì, in tutte queste occasioni, che la musica si apprezza. Il vinile e il giradischi, l’ipod o l’impianto più tecnologici, non potranno mai rendere al massimo ciò che un disco, suonato in un evento, può esprimere. Siamo in un periodo in cui, proprio la tecnologia, ha permesso una maggiore diffusione di musica: se prima, per ascoltare un brano, bisognava sperare di beccarlo in radio o si dovevano risparmiare un po’ di quattrini per comprarlo(cosa che andrebbe assolutamente riesumata…), ora basta un click su Youtube o Spotify per cercare l’artista di quel luogo, con il pezzo che ha inciso in quell’anno, con la collaborazione di…. e via dicendo. E poi magari condividerlo su Facebook tra il desiderio di mostrare i propri gusti e un latente “bisogno” di likes. E così tutti – e, per certi versi, chi scrive non è assolutamente escluso – si sentono selezionatori, esperti, capaci anche di immergersi in critiche e catalogazioni.  Sono quelli che sbandierano le loro passioni e conoscenze musicali,  che magari variano anche a seconda dei cicli, che vogliono distinguersi perché nelle loro playlist c’è l’indie o la techno e non la roba commerciale che passa la radio. Ma la passione per un genere, un gruppo non dovrebbe fermarsi qui. Dovrebbe spingere a far sì che ci si metta in macchina, in un treno, o si prenoti un volo per seguire, almeno una volta, il concerto dell’artista che tanto ci piace ascoltare in ogni momento della giornata. Che, in mancanza di possibilità economiche, si rinunci magari alla serata nel solito posto per apparire belli e scattarsi selfie con tanto di cocktail in mano, per seguire la propria cultura musicale. Non è un rimprovero – e ci mancherebbe – ma un invito. C’è un estate alle porte, densa di eventi musicali, dalla nostra Puglia, in tutta Italia, in tutta Europa, in tutto il pianeta: seguiteli! Perché le emozioni della musica dal vivo equivalgono a quelle della partita allo stadio contrapposta alla visione in televisione. E’ così che si alimenta anche il mercato, che si stimolano gli artisti. Perché, dopo un concerto o un festival, si torna a casa con dei ricordi, con un senso di soddisfazione e appagamento che è frutto di quella capacità della musica di unire le persone. E poi quel disco che ascolti la mattina mentre vai a lavoro, ti sembrerà ancora più bello.

 Luigi Lupo

Caporedattore doyoulike.org

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