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Perché Instafest è più figo di quanto sembri

a cura di Martina Castronovi

I’ll be your mirror” è il nuovo claim del Primavera Sound. Lo staff, dunque, promette una line up che, dovrebbe riuscire a soddisfare o – ancor meglio – rispecchiare i gusti di molti. Ma se dovessimo fantasticare sul nostro festival tipo, come sarebbe? E soprattutto chi si esibirebbe? Instafest può aiutarci a rispondere a queste domande.

Sta spopolando infatti, da qualche giorno, la web app Instafest. Utilizzando i dati d’uso di Spotify, Instafest crea in 5 secondi un poster con una line up stile Coachella in cui sono presenti gli artisti più ascoltati dall’utente. Sicuramente tutti quelli che non sopportano le storie e i feed intasati di screenshot degli Spotify Wrapped di fine anno staranno maledicendo l’inventore di questa nuova trovata. Ebbene sì, quest’anno avrete un motivo in più per lamentarvi. Ma perché?

Trovo storie e commenti insofferenti per la condivisione di queste robe un po’ una stronzata. Sarebbero tutti così annoiati se si imbattessero sui social negli Spotify Wrapped e Instafest dei loro artisti preferiti? Secondo me no. Perché chi non seguirebbe i “consigli musicali” dell’artista del cuore, mitizzato e idealizzato dal giorno zero? Ma perché, invece, non fidarsi ogni tanto anche della “gente comune”? A me piace un sacco avere il feed pieno di Spotify Wrapped e Instafest. Non solo ho l’occasione di vedere quali possano essere i guilty pleasure musicali della gente che conosco (eheh chi non ne ha!) ma offre l’opportunità di intavolare nuove e interessanti conversazioni musicali con gente che non si conosce bene. Bisognerebbe guardare il lato positivo di tutto ciò, una strada a doppio senso: la possibilità di conoscere persone nuove con gusti musicali interessanti e, non meno importante, la possibilità di conoscere nuova musica!

In più, Instafest presenta una componente ancora più interessante: una possibile line up del “nostro” festival, che si spalma in tre giorni. I miei headliner sono (in ordine “cronologico”) Mall Grab, Bicep e Baltra. Ad esempio, al terzo giorno Baltra come headliner non ce l’avrei messo, piuttosto avrei preferito i Metronomy o gli Arctic Monkeys. Così, per cambiare un po’. Ho iniziato ad organizzare il festival nella mia testa. Ho realizzato che, ad esempio, dal punto di vista commerciale forse un festival con quella line up non avrebbe funzionato. Un po’ snobbetto. E forse servirebbe ancora più varietà, sebbene vi siano già parecchi generi e sottogeneri qua e là. Eccolo qui:

Non voglio star lì a filosofare e non stiamo parlando della trovata del secolo, ma Instafest è un trend che non dovrebbe esser visto con così tanta banalità. Così come Spotify Wrapped. Siamo pieni di sponsorizzazioni e di influencer che ci propinano beveroni di FitVia e tante altre robe inutili e poi ci indigniamo (si fa per dire) davanti a un po’ di musica in più sui social. Suvvia, c’è sicuramente di peggio in giro!

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