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REPORT – Brunori Sas, tra musica, teatro e comicità
Brunori sas, pseudonimo di Dario Brunori, è un marchio di qualità per una musica intelligente, ironica e teatrale.
Nel 2009 si affaccia all’universo cantautorale italiano pubblicando il Vol 1 come solista. Semplice e diretto, filtrati attraverso sonorità retrò e pieni di nostalgia degli anni 90. Nel vol 2-Poveri Cristi avviene la svolta musicale. Abbandona la nostalgia è l’auto biografia nei testi e si dedica a raccontare la storia della vita altrui: gente comune in cerca di miglioramento. Il disco segna l’ingresso nella band del violoncellista Stefano Amato ed inagura la PICICCA DISCHI, nuova etichetta discografica che Brunori fonda con Simona Marrazzo e Matteo Zanobini. Nel Febbraio 2014 pubblica il Vol 3- Cammino di Santiago in taxi. L’album registra sold out in tutte le tappe. Esordisce alla quinta posizione nella classifica FIMI di vendite, al secondo posto su ITunes e primo classificato su Spotify. Un bottino non da poco.
Venerdì 3 Aprile, Dario Brunori, si è esibito al multisala Showville di Bari. In equilibrio tra cabaret, musica e rassegna teatrale ha saputo farsi apprezzare dai più giovani, che hanno ricevuto l’ennesima conferma di stile ed eleganza, e dai meno giovani( i più scettici) che hanno ricevuto una serata di musica e cultura ad alto livello. Colto e disinvolto,il cantautore ha saputo argomentare temi delicati, come il consumismo e gli abusi di potere, utilizzando monologhi toccanti. Trasmette pensieri positivi. Un ragazzo umile che ha rinnovato il modo di fare musica, ispirandosi a Carmelo Bene. Malinconico e sarcastico nel raccontare il nostro paese in declino totale sull’ultimo pilastro che sosteneva il paese: la letteratura. Esalta Pavese e giudica Volo, osservazioni del tutto lecite. Non c’è nessun dubbio che Brunori cantautore come pure produttore-sia diventato uno dei migliori cantori italiani-in grado di scuotere le coscienze e toccare il cuore del pubblico. “Arrivederci tristezza” è il brano più compassionevole, mescolanza di archi e vibrafono. “Kurt Cobain” è un elogio al vuoto nell’urlo del niente. La più coinvolgente senza ombra di dubbio è stata “Mambo reazionario” che sottolinea come l’uomo possa inevitabilmente sottrarsi alle crudeli leggi della società e del mercato. La standing ovation a fine spettacolo è il frutto della sua genialità e versatilità.
Luigi Damato




