REPORT – Dj Shadow a VIVA Festival, l’epopea del beat

a cura di Valerio Rinaldi

Nell’aria elettrica della serata di domenica 20 agosto Locorotondo ha ospitato l’ultima serata della prima edizione del VIVA! Festival. Lo spettacolo di tuoni e lampi attorno al palco della nuova Arena Valle d’Itria sotto le cummerse di Locorotondo ha tentato di rubare la scena all’attesissimo show di Mr. niente di meno che Dj Shadow. Ma serata bagnata, serata fortunata. Il “ready to start” dell’organizzazione che durante la pioggia tramite i social rassicurava il pubblico sul fatto che l’evento non sarebbe stato annullato, si è trasformato alle 23:33 in semaforo verde. Intorno alle 23:45 la voce di Carlo Pastore introduce l’artista inglese Kelly Lee Owens. In perfetta sintonia con l’anima plumbea della giornata nel warm-up il pubblico si trova investito da un bagno di suoni elettronici che nell’alternanza dei brani si fanno ora più dreamy, ora più techno-minimal, passando per l’art-pop e i trip hop. Sul parterre il pubblico risponde con movimenti ondeggianti o più decisi ai ritmi ambient/ IDM alternati a quelli più dance in cassa dritta conditi da synth minimali. Subito dopo la suggestione di suoni della Owens parte la prima proiezione del mastodontico lavoro di video-mapping realizzato dallo IED di Barcellona. Lo skyline tipico delle cummerse sul “lungomare” di via Nardelli è diventato un enorme schermo con la sonorizzazione dal palco per “Il viaggio di Audisia”. Psichedelico, poetico e divertente lavoro creato dagli studenti di Grapich design- Motion graphics e Fashion Design dell’istituto iberico.
Finiti gli antipasti, si passa al piatto principale. “Hi, my nane is Dj Shadow”. Ci teneva a presentarsi prima di iniziare la lectio magistralis alla consolle. Parte il visual sullo schermo alle sue spalle e in contemporanea sulle cummerse con The mountain will fall, il singolo che da il titolo all’EP  seguito quasi a sorpresa dopo un anno dall’EP ultimo The mountain has fallen. Tra i visual 3D con animali da savana e scenari tecnologici futuristici concepiti dal producer e Ben Stokes, si svolge l’epopea beat. Shadow è perfetto nell’esecuzione, chirurgico nei campionamenti e padrone incontrastato dello scratching. Si muove tra tastiere, drum machine e laptop come un alchimista impegnato a creare la panacea musicale. Si riconoscono nei brani le voci delle sue grandi collaborazioni. Un violento rap di Zac de la Rocha in MArch of death sul beat hip hop old school con tanto di balletto accennato su “On the left, on the left, left, right, left!”. Come il frontman dei RATM anche Dj Shadow è da sempre impegnato nel ruolo politico che spetta all’artista che ha il dovere, secondo le sue parole, di analizzare e interpretare il mondo che lo circonda. Concetto ribadito durante il live per presentare il brano Nobody speak creato con Run The Jewels e fatto uscire nel novembre del 2016 durante le ultime elezioni presidenziali americane con il messaggio, postumo e chiarissimo nel lettering del visual, “Trump sucks”. Nel frattempo Shadow festeggia i vent’anni del suo primo disco Endtroducing, capolavoro e successo di critica insignito anche del Guinness World Record per essere “il primissimo album interamente prodotto a partire da samples” e omaggia i presenti con la stupenda Midnight in a perfect world che manda in nostalgico visibilio i 35enni tra il pubblico. Da Entroducing parte anche Building steam with a grain of salth in una nuova versione che sostituisce alla batteria originale una set ritmico elettronico. Pescata dal repertorio anche la fortunata Six days conosciuta dai più come una delle tracce usate per il film “Fast ‘n furious – Tokyo Drift”. Chiaramente non potevano mancare dall’ultimo EP pezzi come Systematic vocalizzato da NAS con il riff di chitarra ipnotico, il crogiuolo di campionamenti synth spaziali anni ’90 e scratch sparsi. Dj Shadow è quel produttore che passa in disinvoltura tra bass music, hip-hop vocale e trap, EDM senza abbassare mai la qualità dell’ascolto e portando i generi toccati a livelli sempre più alti. Importanti in questo senso anche le collaborazioni degli ultimi 2 EP con i rappresentanti di genere come El-p e Killer Mike in Run The Jewels per l’Hip Hop da club, il rapper NAS, il portatore sano di IDM Nils Frahm, il compositore di colonne sonore cinematografiche (Gravity tra le ultime) Steven Price e ultimo non ultimo il rapper Danny Brown.
Locorotondo con i 2 grandi festival Locus e Viva! riafferma il suo ruolo di mecca della musica di qualità in Valle d’Itria e nel Sud Italia e incrementa la massa critica di presenze di questa Golden Age pugliese. Se la matematica e i principi di economia non tradiscono, la prossima stagione di concerti non potrà che essere ancora più strepitosa.