DOYOULIKE.ORG

Torino Jazz Festival 2016, dieci giorni tra jazz e arte

7 Aprile 2016 DYL WEB, EVENTI & CONCERTI

a cura di Marco Rosito

TORINO – Nella sala gremita del Circolo Esperia la direzione artistica del Torino Jazz Festival 2016 ha presentato questo pomeriggio il programma della kermesse, che quest’anno si arricchisce di molte novità rispetto al passato. Oltre ai grandi nomi del jazz mondiale, infatti, l’edizione 2016 si arricchisce di eventi legati al mondo dell’arte, della letteratura, del teatro e del cinema, a riprova della vocazione inclusiva e multidisciplinare che il festival vuole rivendicare. Come ricordato infatti dal direttore artistico del festival Stefano Zenni, la ricchezza del TJF sta proprio nella conciliazione di tutte le menti coinvolte nel progetto, nella valorizzazione di produzioni originali, nelle esclusive e nello sviluppo di residenze di artisti locali, che ogni anno aiutano a far crescere il Festival e la scena jazzistica torinese.

Inclusione vuol dire anche commistione di generi musicali diversi dal jazz e in questo contesto si inserisce il progetto “Pulse! Jazz and the City” capitanato da Max Casacci, Daniele Mana ed Emanuele Cisi, che vogliono portare la frenesia del bebop in una nuova dimensione, sostituendo la batteria con i campionamenti dei suoni della metropoli (il traffico, le campane, gli ingranaggi delle fabbriche, i segnali acustici dei mezzi pubblici, le voci degli stadi,
i fiumi, le fontane, i mercati) inglobando nel linguaggio jazz generi musicali come l’elettronica o l’hip hop, dai quali ormai non si può più prescindere. In questo senso va anche l’anteprima a firma Jazz:Re:Found del 22 aprile, che vedrà un artista di assoluto rilievo nel panorama internazionale e che ha fatto della commistione tra jazz, hip hop e soul il suo marchio di fabbrica e quasi manifesto del mondo musicale della comunità afro-americana di oggi: Robert Glasper.

Altra novità è il ruolo preponderante del TJF Fringe, curato dal contrabbassista Furio Di Castri, e che quest’anno aprirà il festival proponendo una ricca rassegna di artisti jazz nelle strade del centro cittadino, in cui sarà presente un pezzo di Puglia, con l’esibizione dei Luz, progetto jazz prodotto dall’etichetta biscegliese AUAND. Un altro importante contributo pugliese sarà quello dell’orchestra Minafric, che il 25 animerà il main stage di Piazza Castello insieme al gruppo vocale delle Faraualla.

L’atmosfera si riscalderà poi il primo maggio con l’esibizione degli Incognito, pionieri dell’acid-jazz, capitanati dall’istrionico “Bluey” Maunick, che trasformeranno Piazza Castello in un dance floor a cielo aperto con il loro “Amplified Soul Tour”.

Ovviamente non mancheranno gli appuntamenti per gli amanti del jazz più classico, tra in quali segnaliamo una storica reunion dei Lingomania (con Roberto Gatto e Umberto Fiorentino), e l’anteprima europea di Antonio Sanchez che suonerà live la colonna sonora di Birdman (pluripremiato film di Inarritu del 2014) al Cinema Massimo (30 aprile).

Non resta che seguire il programma completo, che comprende anche incontri di lettura, presentazioni di libri legati ai grandi artisti jazz del passato, proiezioni di film e spettacoli teatrali, a testimonianza del fatto che questa edizione del Torino Jazz Festival sarà assolutamente unica.

Ti piace questo Articolo? Condividilo!

This function has been disabled for DOYOULIKE.ORG .