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Tra le donne più influenti del 2021, EMEL in concerto a Udine

27 Settembre 2021 EVENTI & CONCERTI, NEWS

Diventata famosa per le sue canzoni di protesta, ‘Ya Tounes Ya Meskina’ (‘Poor Tunisia’) e ‘Keimti Horra’ (‘My Word Is Free’) – brani che sono diventati gli inni della Primavera Araba –  Emel Mathlouthi, in arte EMEL, grande artista di origine tunisina ma di stanza a New York, unisce in modo travolgente i suoni della natura con le voci delle città, il rumore del mare e delle fiamme di protesta, accompagnando le sue musiche con testi potenti e coinvolgenti. Invitata ad esibirsi alla cerimonia per la consegna del Premio Nobel per la Pace nel 2015 con il brano ‘Keimti Horra’, inno della Primavera Araba, (live visibile quiEmel Mathlouthiha pubblicato nel 2019 ‘Everywhere We Looked Was Burning’ (Partisan Records), il terzo album nonché il primo in inglese, tra arrangiamenti orchestrali, elementi di elettronica ed armonie arabe. Tra i brani contenuti, anche il singolo che da il titolo al disco, il cui video, realizzato da Sami Battikh, riflette gli abusi di autorità che si verificano ovunque contro i più vulnerabili, attraverso immagini di incendi in tutto il mondo, dalla California al Brasile, dall’Australia fino ad arrivare ai fuochi di protesta e di conflitto del Libano, Cile, Francia (video visibile qui).

Ad ottobre 2019 Emel ha pubblicato ‘Everywhere We Looked Was Burning’, il nuovo album su etichetta Partisan. Il disco, il terzo, pone lo sguardo sull’attuale situazione del nostro pianeta e sull’emergenza climatica che ne consegue, accentuato da un’urgenza poetica, quasi integralmente in lingua inglese, trascinata dall’ipnotica voce dell’artista, dotata di notevole trasporto comunicativo. 

Tra fine ottobre 2020 ed i primi mesi del 2021 Emel pubblica ‘The Tunis Diaries’, il nuovo disco diviso in due parti: ‘Day‘ che contiene una raccolta di brani dell’artista rivisitati con una chitarra classica ed un laptop, e ‘Night‘, un’eclettica selezione di cover. L’album è stato scritto e registrato con strumenti di fortuna che Emel ha recuperato durante il primo lungo lockdown, in cui si è trovata bloccata in Tunisia insieme alla figlia, in visita alla famiglia. Il risultato è un’esplorazione delle origini di Emel, così come una riflessione spontanea e complessa sul suo rapporto con la sua terra di origine. 

Nata e cresciuta a Tunisi, le canzoni di Emel vengono presto censurate in tutto il paese, per effetto della dittatura culturale e politica, che costringe l’artista a trasferirsi a Parigi nel 2007, dove lascia scorrere liberamente il suo talento compositivo. Nel 2008 Emel canta ‘Kelmti Horra’ (‘My Wird Is Free’) durante la Rivolta dei Gelsomini, diventando un’icona della Primavera Araba, di cui il brano ne diventa l’inno. Oggi Emel vive a New York, dove continua a far valere la sua voce in nome della verità. 

www.emelmathlouthi.com

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