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Visione e ascolto, today and tomorrow. Anche quest’anno il Todays pensa in grande. L’intervista a Gianluca Gozzi, direttore artistico del festival

10 Agosto 2021 BLOG, EVENTI & CONCERTI

a cura di Marika Palumbo

La musica, gli eventi, lo spettacolo, sono stati al centro di accesi dibattiti scaturiti dalla più che legittima richiesta di riconoscimento delle categorie professionali delle lavoratrici e dei lavoratori del settore. Mai come in questo momento, l’industria culturale e, in questo caso musicale, ha bisogno del supporto del proprio pubblico, allo stesso modo in cui il pubblico stesso ha fame di cultura. Dopo il forzato annullamento dell’edizione del 2020, Todays Festival torna con entusiasmo, semrpe proponendo una vera e propria esperienza musicale contemporanea, eclettica e oltre i confini.

Qualche giorno fa ho avuto il piacere di chiacchierare con Gianluca Gozzi, direttore o meglio curatore artistico, come preferisce essere definito, del Todays Festival che si terrà a Torino dal 26 al 29 agosto in 3 diverse venues: sPAZIO 211, Cattedrale del parco verde Aurelio Peccei, Ex Fabbrica Incet.  

  • Qual è la linea artistica che hai deciso di seguire per questa edizione del festival?

Innanzitutto, questo è un anno singolare, ci si è dovuti reinventare e si è dovuto ristrutturare tutto. 

L’obiettivo di Todays non è creare fotocopie sbiadite di quello che già c’era ma partire da un’idea. Le parole chiave, in particolare quest’anno, sono state due: visione e ascolto. Ascoltare il territorio, la comunità alla quale ci si riferisce, ascoltarne i desideri e creare qualcosa che risponda effettivamente alla domanda, creando una comunità di riferimento. Visione vuol dire partire da un’idea, da una narrazione del festival. 

Quest’anno, più che mai, si è dovuto fare i conti con  ciò che si vorrebbe e ciò che si può fare, ancora di più se si intende proporre un cartellone che va oltre il convenzionale e il consolidato. Le difficoltà aumentano, soprattutto in Italia, un paese che non ha un potere contrattuale così forte in Europa e nel mondo per quanto riguarda la musica live e i festival estivi. Quindi spesso ci si riduce a scegliere gli artisti che ci si può permettere di pagare e che ci sono in quel momento.

  • Nonostante questo, però, vediamo molti artisti internazionali e molta Inghilterra nella lineup di questa edizione…

Sì, c’è molta Inghilterra perchè in questo momento ci piaceva provare a dare uno sguardo non solo al presente, al “today” ma anche al “tomorrow”, a quello che verrà domani. Band giovani come Dry Cleaning e Black Country, New Road, hanno quei suoni “post” che ci permettevano di poter restituire al pubblico una fotografia dinamica della situazione. Prevedere poi una lineup con artisti internazionali significa anche assumersi la responsabilità e una quota rischio importante.

  • In effetti, Todays è uno dei pochi festival italiani che quest’anno ha osato proponendo artisti internazionali. Ti va di spiegare il motivo di questa scelta?

Quella del Todays è la sedicesima lineup costruita in questi mesi. Ad un certo punto, ci siamo trovati di fronte ad una scelta: fare un festival tanto per farlo oppure provare a mantenere un’identità e quindi rispondere proprio alla richiesta della comunità alla quale ci riferiamo. Spero solo che la scelta di portare artisti internazionali sia una scelta coraggiosa e non incosciente!  L’obiettivo centrale resta andare oltre i confini, ad esempio quelli di genere musicale. Ci è sempre piaciuto e interessato accostare suoni differenti per far si che le persone tornino a casa con quel bagaglio di esperienza musicale che comprende anche ciò che non conoscono. 

Un festival funziona, secondo noi, quando è più forte il festival e il suo brand piuttosto che il contenuto e quindi le band. L’obiettivo è riuscire ad innescare il meccanismo per cui il pubblico decida di andare al festival, in questo caso al Todays, e non solo andare a vedere la band, in lineup.

  • Cosa significa organizzare un festival con una pandemia in corso?

Riconoscendo la responsabilità del ruolo che ricopro, preferisco definirmi curatore artistico anziché direttore, proprio nel senso letterale della parola: prendersi cura di qualcosa. Spetta ai dottori la cura del virus ma spetta poi alla cultura la cura della paura. Per noi è molto importante distinguere un festival che sia puro intrattenimento, preconfezionato, che esiste così com’è da un festival che fa formazione, che forma idee, persone e relazioni. Un arricchimento come persona, diverso da consumare un evento fine a sé stesso. Da spettatore passivo a protagonista.

Fare un festival per me vuol dire osare, fare qualcosa che vada al di là del quotidiano.

Organizzare un festival con una pandemia in corso significa “viaggiare un po’ alla giornata” ovvero il contrario della programmazione. Giorno per giorno cambiano le cose, bisogna ripensare, ricreare da zero e non è detto che non ci possano essere ancora dei cambiamenti. Mi viene in mente un paradigma che in Italia spesso vige cioè fare il massimo sforzo per ottenere il minimo risultato, ancora di più si è amplificato in quest’anno e mezzo. Adesso bisogna fare un grandissimo sforzo per ottenere un minimo risultato, in termini di normative che limitano fortemente anche la fruibilità, la libertà di vivere collettivamente un’esperienza. Dare al pubblico la possibilità di scegliere, spesso ci sono molti eventi e succede che lo spettatore ci si ritrovi un po’ per caso. 

  • Qual è la tua percezione in merito all’atteggiamento degli artisti? Coma stanno vivendo questo periodo?

E’ un periodo molto caotico e il caos non sempre è sinonimo di creatività. Quando il caos è normativo e si traduce in impossibilità di programmare, diventa difficile e molto stressante. Gli artisti sono contenti di suonare, entusiasti del festival e del cartellone che si è creato. La mia percezione è che in questo momento tutti viviamo con tanta difficoltà e facciamo davvero tanti sforzi per creare qualcosa in una determinata maniera. 

Anche in quest’anno complicato, Todays vuole che il suo pubblico si lasci stupire, muovere, turbare. Ampio spazio sarà dato alle emozioni che solo la musica può generare. Questa la missione del festival, di Gianluca e di tutto lo staff che sta lavorando per questa edizione così importante, così indispensabile. 

sPAZIO211 main stage

Parco Sempione, Via Cigna 211 – Torino (It) (in ordine di apparizione):

GIOVEDI’ 26 AGOSTO 2021:
WORKING MEN’S CLUB –data unica estiva-
DRY CLEANING –data unica estiva-
ANDREA LASZLO DE SIMONE con L’Immensità Orchestra

VENERDI’ 27 AGOSTO 2021:
I HATE MY VILLAGE 
BLACK MIDI -data unica estiva-
A MAN FALLING. TEHO TEARDO suona LE JETÈE-anteprima esclusiva-

SABATO 28 AGOSTO 2021:
IOSONOUNCANE 
BLACK COUNTRY NEW ROAD 
THE COMET IS COMING 


DOMENICA 29 AGOSTO 2021:

ARLO PARKS
MOTTA 
SHAME

PARCO PECCEI stage: Parco Peccei, Via Cigna 136 – Torino (It) 

SABATO 28 AGOSTO 2021:
TUTTI FENOMENI

DOMENICA 29 AGOSTO 2021:
LES AMAZONES D’AFRIQUE –data unica estiva-


INFO:

email: info@todaysfestival.com // mobile: + 39.349.3172164 

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