BOOMERANG, la playlist di Doyoulike.org – Giugno 2017

1_Notget/ Björk da “Vulnicura” (2015)
Ritorna sotto i riflettori questa techno taranta pubblicata nell’ultimo album, accompagnata da due nuove visioni multimediali. Partendo dalla claustrofobica oscurità di un corpo cavernoso pulsante assistiamo alla metamorfosi di una falena da goth a psichedelica in un’esplosione di colori fluorescenti. Ancora più accentuato il passaggio dal buio alla luce nella seconda versione in VR del video, ma con ambientazioni e costumi differenti. Un imponente sfoggio delle arti applicate alla grafica digitale e ai costumi, in particolare nelle preziose maschere biomorfe di James Merry.

2_Cover me / Depeche Mode da “Spirit” (2017)

L’atmosfera hawaiana elettronica in cui Dave canta con indosso un tipico gonnellino in frange di pelle nera ondeggianti, cede la scena ad un beat cardiaco synthetico lento e sensuale. Ballatela con Gahan.

3_The Pure and the Damned / Oneohtrix Point 
Never ft. Iggy Pop dalla colonna sonora del film “Good time” (2017)
Daniel Lopatin aka Oneohtrix Point Never, musicista statunitense amante di vaporwave e ambient-drone affida alla voce di Iggy pop i versi profondi di questo brano, vincitore insieme agli altri da OPN composti del premio come miglior colonna sonora al Festival di Cannes.

4_ Ike’s rap II / Isaac Hayes da “Black Moses” (1971)

Ha influenzato lo stile di molti rapper con le sue sovradimensionate catene dorate, ma è stato anche un grande soulman nel periodo della Motown nonché voce di Chef nella serie americana South Park negli anni ’90. Il sample di questo brano rende necessaria in questa playlist la citazione di almeno 2 delle 4 tracce in cui è stato successivamente inserito.


5_ Glory box/ Portishead da “Dummy” (1994)

Geoff Barrow, collaboratore nel primo album “Blue lines” dei Massive Attack (oltre che di Primal Scream e Depeche Mode successivamente), incontra Beth Gibbons e fonda i Portishead. Sono questi i 2 gruppi che hanno fatto la storia del trip hop anche detto Bristol sound. Nel 1994 nasce il primo album “Dummy”, un successo. Perfetto per la patina retro e il mood blues e jazz di “Glory box”, troviamo riutilizzato per la prima volta il sample di “Ike’s rap II”.

6_ The Only Way/ Tricky 

Il nuovo brano di Adrian Thaws aka Tricky è da lui descritto come la parte seconda di “Hell is round the corner”, suo masterpiece contenuto nel primo album”Maxinquaye”, secondo brano dopo “Glory box” in cui troviamo riutilizzato il sample di “Ike’s rap II”.


7_ Exhumed / Zola Jesus da “Okovi” (2017)

Si torna all’oscurità di “Stridulum” dopo la parentesi celestiale dell’ultimo album. Gli accenti drammatici degli archi costruiscono la suspense con i cori synth da girone infernale dantesco e il beat elettronico medievale incornicia la solennità della voce da sacerdotessa di Nika Roza Danilova, americana di origine russa e cuore del progetto Zola Jesus.


8_ Coolverine / Mogwai

Dal presagio sotterraneo di Exhumed saliamo in superficie ad assistere all’apocalisse ascensionale. Un esasperato utilizzo dello slowmotion rende questo momento paradossalmente calmo, rassegnato. L’album “Every Country’s sun” uscirà a Settembre.

9_ When under ether / PJ Harvey da “White chalk” (2007)

È mistica invece l’ascensione di PJ Harvey nell’album “White Chalk”. Con la precedente dei Mogwai c’è in comune la visione sotto anestesia di un evento drammatico raccontato come in un sogno lucido.

10_ Magneto / Nick Cave & The Bad Seeds da “Skeleton Tree” (2016)

l fil rouge in questa playlist è il modo in cui questi artisti hanno raccontato il dolore. Björk in “Notget” trasforma le sensazioni provate nella separazione da suo marito in allucinazione audiovisiva. I Depeche Mode parlano di solitudine con i synth. Il mal di vivere,il disagio e i presagi raccontati con il trip hop di Portishead e Tricky e l’elettronica solenne di Zola Jesus. La superficialità delle parole nel post rock dei Mogwai, la voce calda e profonda di Iggy Pop e quella delicata e delirante di Polly Jane Harvey. Con lei approda a chiudere in bellezza questo ultimo brano e il suo autore, amante tormentato di PJ. Che qui però racconta l’inquietante e dolorosa morte di suo figlio. Non tutte le playlist hanno un lieto fine.