ITALIAN MUSIC WEBZINE SINCE 2013

LOCUS FESTIVAL – Il clubbing vintage di Theo Parrish e Jolly Mare (report)
a cura di Luigi Lupo e Valerio Rinaldi
E’ la notte di San Lorenzo, il cielo è stellato e al Mavù le emozioni si muovono a ritmo di funky, disco e house. Sembra di fare un salto nel passato, a cavallo tra i Settanta e Ottanta, ma di essere allo stesso tempo nel presente, in un periodo che è musicalmente segnato dalla musica elettronica e dalla dj culture. Theo Parrish è in questo settore una figura chiave, un maestro dietro i piatti, con una tecnica ed una precisione invidiabile. Rappresenta la storia di quel suono in quattro tempi, unito a vocal soul e gospel, melodie funky, tastiere solari, partito da Chicago e poi riconosciuto in tutto il mondo come house music. Il dj e producer americano ha così fatto assaporare al pubblico del Locus Festival, nella rassegna Locus Future Dance, un affascinante incontro tra il jazz e il clubbing, pescando dalle atmosfere disco degli Ottanta. E poi la techno, nata a Detroit, città natale del suono Motown, città ispiratrice di movimenti e culture underground.

Il set di Theo Parrish è davvero un percorso, in senso metaforico, che attraversa periodi storici e luoghi. Si muove e fa muovere tra influenze diverse proponendo brani che spaziano dal blues, al funky per poi far esplodere il dancefloor a suon di ritmi tribali. Ciò che colpisce è la padronanza della consolle, il bagaglio culturale che non annoia mai e che offre un set così variegato e preciso nei passaggi da rimanere impressi. Da ballare e da ascoltare: la sintesi è nelle emozioni e nell’atmosfera creata.
La serata la apre Jolly Mare, talento salentino. Fabrizio Martina, questo il nome dietro il moniker, è autore di uno degli album più interessanti nella scena elettronica internazionale. Il suo Mechanics, uscito per Bastard Jazz, è un omaggio alla italo disco, condita di funky, free jazz tra viaggi ipnotici e dancefloor energici. Senza tralasciare il pop, stile Sanremo ma in salsa elettronica, di una traccia come Hotel Riviera. Jolly Mare dietro la consolle sfoggia tutto il suo bagaglio culturale intriso di disco, Settanta e Ottanta, che ricorda Moroder ma anche il filone wonky-beat di Los Angeles e il balearic. Con un attenzione all’ambiente italiano: la traccia di chiusura del set è infatti la sua rivisitazione di A me me piace o’blues di Pino Daniele. Si crea così un filo logico, spazio-temporale, con Theo Parrish in una concezione del clubbing come incrocio di stili e culture, vicina alle proposte di grandi festival del settore, lontana da una visione oscura e ipnotica della cassa.

photo by Locus Festival
THEO PARRISH live at LOCUS FESTIVAL




