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Club To Club 2022: la luce ha incontrato il buio, ancora una volta

A cura di Martina Castronovi

La line-up, la comunicazione social, la collaborazione con Treccani, le varie partnership, i cartelloni sui muri di Torino, il nuovo merchandising. Tutto sembrava promettere bene per l’edizione del 2022 del Club To Club. Le mie aspettative non sono state deluse. La cura nei dettagli è stata quasi maniacale, ma non in senso negativo. Pensate che è stato il primo evento musicale in cui non ho avuto il mal di schiena per via di una lunga fila per caricare i soldi su una di quelle carte con cui solitamente si paga ai festival. Come in altri festival italiani di quest’ultimo anno, i pagamenti avvenivano attraverso lo scan del QR code presente sul braccialetto al quale era possibile caricare denaro dalla propria carta tramite l’app ufficiale del C2C (oltretutto sull’app si poteva tenere sempre sott’occhio il numero di token utilizzati e rimanenti, perfetto per i più spendaccioni!).

Ma veniamo al dunque. Varcata la soglia di Lingotto Fiere, vengo folgorata da un’installazione di luci verdi, la Plenitude Lane, che si impone sull’intero corridoio che collega lo Stone Island Stage al Main Stage. Un’atmosfera incredibilmente suggestiva mi avvolge. La luce, ancora la luce, da sempre uno dei temi chiave del festival torinese. Dietro lo Stone Island, infatti, si trova anche la cosiddetta Sala Rossa che ospita un’installazione artistica curata da Anonima/Luci, di cui, protagoniste sono proprio le luci. Una saletta in cui si può assistere all’alternarsi a ritmo di musica di luci rosse e blu e chillare un po’, magari rilassarsi dopo essersi scatenati negli altri stage.

Venerdì – un mélange di mood, generi e colori

Quando venerdì suonano gli Autechre nella Room 2, però, le luci si spengono. Il pubblico, un po’ incredulo, si lascia traspostare dalle sperimentazioni elettroniche del duo inglese in un’altra dimensione, questa volta dominata dal buio. Poco più tardi il Main Stage si accende, non solo grazie ai giochi di luce che illuminano il palco e la sala, ma anche grazie alla voce eterea di Georgia Ellery dei Jockstrap che conquista tutti. Parte Neon e i suoni della batteria prepotente di Taylor Skye si alternano ai vocal drammatici, disperati di Ellery. La folla è in visibilio. Segue Dan Snaith aka Caribou e il mood cambia. I visuals si tingono di colori sempre più accesi, arrivano l’arancione, l’azzurro, il fucsia. Fisso gli schermi laterali, dove le riprese zoommano sul cantante e la band. Vedere, più da vicino, con quale maestria Snaith suona la tastiera e di come la sua band si destreggi, abilmente, tra batteria, chitarre elettriche mi ipnotizza. Our Love fa breccia nei cuori dei più romantici, Odessa fa emozionare i più nostalgici, Never Come Back fa impazzire tutti. E poi, Caribou, che voce! Dal vivo, perfetta come in studio. Jamie xx si riconferma, ancora una volta, non solo grande producer ma anche maestro del mixaggio. Il suo dj set alterna sonorità uk garage, dance, un tocco di drum and bass. Non sono mancate le sue tracce più amate, da Idontknow, On Hold (Jamie xx Remix) a Gosh, che chiude in bellezza il suo set, tra le lacrime di molti fan nel pubblico. Un momento davvero emozionante. Jeff Mills, la cui partecipazione al festival è stata annunciata a 10 giorni dall’inizio di questa edizione, fa ballare gli amanti del clubbing e non a suon di detroit techno. Un grandissimo artista che celebra il ventennale del Club To Club, di cui è stato ospite proprio alla prima edizione del 2002. Il pubblico con Mills si scatena. D’altronde, chi non lo farebbe con il produttore di The Bells?

Sabato – ne VALE davvero la pena

YEИDRY gioca in casa, nella sua Torino. O meglio, una delle sue case, come spiega nel suo inedito Icarus. L’artista italo-dominicana si esibisce sulle note dei suoi più grandi successi, da Barrio, battesimo del fuoco della sua carriera da solista a seguito del progetto Materianera a You, Instincto, Mascarade rispettivamente featuring con Damian Marley, J Balvin e Lous and the Yakuza. Con YEИDRY il latin pop e le sonorità reggaetton sbarcano per la prima volta al C2C – e il riscontro è positivissimo. Ad accompagnarla sul palco c’è anche ENNY, rapper inglese e autrice del featuring di Peng Black Girls Remix con Jorja Smith, per intenderci, con cui canta il remix di KI KI, presto fuori. YEИDRY ammalia il pubblico con una versione a cappella di Almeno Tu Nell’universo di Mia Martini. L’atmosfera diventa magica. Il rapper Pa Salieu è una scarica di adrenalina. Le sue barre potentissime e le sue melodie afrobeats, dancehall, hip hop e grime conquistano il pubblico. ENERGY, un suo featuring con Mahalia viene cantato a squarciagola da tutta la folla. ENERGY, leitmotiv della sua performance, parola ripetuta in molti dei suoi pezzi. Impossibile non essere contagiati dalla sua energia. Tanta energia anche allo Stone Island Stage, dove i Nu Genea si esibiscono due volte, nei loro classici dj set in salsa funky e italo disco, in cui il duo napoletano, ancora una volta, rispolvera e mixa chicche della musica italiana sconosciute ai più. E poi BICEP da dove cominciare? Il duo di Belfast non ha deluso le aspettative. Il loro live, il primo in Italia, è stato un incredibile spettacolo di luci e musica. Aprono con X, featuring con la cantante Clara La San e chiudono con Apricots, entrambi brani del loro ultimo album Isles. Suonano AURA, OPAL dall’album BICEP, Just dall’omonimo EP del 2015, incantano con Water (nata dalla collaborazione con Clara La San), disponibile dal 5 ottobre su tutte le piattaforme streaming, tanto attesa da tutti i fan dopo averla ascoltata durante il live al Glastonbury. Proprio come nella performance al festival britannico, Matt e Andy mixano Water con la dolce, melanconica, Sundial. Dopo aver suonato qualche traccia, il duo si ferma, fa una piccola pausa. In fondo il pubblico sa già quale sarà la prossima canzone. Ce ne accorgiamo tutti – sta partendo il synth di Glue. Lì, sono stata io a piangere. E credo tanti altri insieme a me. Tralasciando sentimentalismi e roba smielata, BICEP, usciteci l’altro inedito con Clara La San, ve l’abbiamo sgamato durante il live! Ed è bellissimo. Il sabato si chiude con il dj set di Romy – una bomba. Tra tracce dance degli anni 2000 a pezzi più ricercati come quelli dei Two Shell (che, oltretutto, si sono esibiti il venerdì) incontra i gusti di tutto il pubblico. Ha addirittura suonato L’amour toujours di Gigi D’Agostino, che, diciamocelo, fa ballare e sorridere sempre tutti.

I sipari si chiudono alle OGR domenica 6 novembre con le performance di Mana & Pedro Vian, Hnas Arsen & Reptilian Expo, XIII & Selezione Naturale, Stabla & D.K. e Stenny & Ehua. Anche quest’edizione, come tutte le altre, non ha lasciato insoddisfatto proprio nessuno. E non vedo già l’ora della prossima!

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