ITALIAN MUSIC WEBZINE SINCE 2013

DISCOVERING – BALTO tornano con un nuovo lavoro dal titolo “Mac Baren”
a cura di Giorgia Groccia
Dopo il primo Singolo “Quella tua voglia di Restare” e una seconda conferma “Preghiera della sera” i BALTO tornano con un nuovo lavoro dal titolo “Mac Baren”.
La band, nativa del territorio riminese, ci racconta questa volta il grande amore per la città di Bologna che li ha “ospitati” e fatti sentire a casa per tutto il periodo degli studi.
Li abbiamo incontrati e ci siamo fatti spiegare qualcosa in più su questo bellissimo brano.
- Il tabacco “Mac Baren” fa da titolo e quindi da presenza importante nel vostro terzo singolo. Ma se doveste scegliere un drink, un cocktail o una qualsiasi bevanda che associate a Bologna quale sarebbe?
Assolutamente Gin tonic. Quelli del Cortile cafè, del Macondo, o di Linda a porta Mascarella.
- Se doveste spiegare con una sola frase questa canzone, come la descrivereste?
che adesso, ma adesso, siamo matti per gli sbagli, le botte e gli schiaffi, tipo i sogni nel cassetto, che si sono presi tutto
- Qual è invece il primo sentimento o la prima emozione che vi viene in mente pensando alla città protagonista del pezzo?
Sicuramente nostalgia. Viviamo ancora qua, siamo ancora qui, ma è una nostalgia provata verso certi sentimenti e certi momenti che non possono più tornare.
- In questo singolo ci sono molti cori e sono una parte importante del brano, quella che rimane subito più impressa e si discosta anche per altri aspetti dai due singoli precedenti. Una curiosità: le canzoni le studiate appositamente differenti l’una dall’altra oppure è un vostro talento naturale?
Grazie per il bel complimento. Ci piacerebbe poter dire di avere la “maturità musicale” di poter decidere come devono saltare fuori le nuove canzoni, davvero. In realtà questo ancora non succede, scriviamo, produciamo, ci lavoriamo e ci confrontiamo tanto e poi finisce che a volte ci piace quello che ne è uscito. Quindi per ora siamo assolutamente contenti della risposta che stiamo ricevendo da queste tre canzoni, e da Mac Baren soprattutto. Ci ha anche un po’ sorpresi questa cosa, anche perché inizialmente noi, band, avevamo scelto un altro singolo, mentre dal confronto con le persone che lavorano con noi è emerso che questa canzone, in questo preciso momento complicato, potesse essere la scelta giusta.
- Non vi è mai venuto in mente di dedicare una canzone alla vostra città, oppure ce l’avete in cantiere?
In questo disco non ci sono canzoni dedicate a Misano (RN), la nostra città di origine. Ormai sono tanti anni che viviamo a Bologna e queste canzoni sono nate in un contesto fortemente diverso da quello che ci ha cresciuti fino ai 18 anni. Quello che abbiamo sempre giurato a noi stessi è di essere completamente sinceri nella scrittura. Se ancora non è nato nulla va bene così, forse arriverà, forse non potrà semplicemente mai nascere.
- Cosa ne pensate dell’eventualità di una nuova chiusura e quindi di una probabile perdita di altre possibilità per fare i live, causa COVID-19 che non sembra arrestarsi?
Sono mesi che tra di noi parliamo costantemente di questo, cercando anche di supportarci a vicenda. La band è figa per questo. Questa cosa gigantesca che ha travolto tutti ci ha inizialmente buttati giù parecchio. I singoli usciti fanno parte di quello che sarà il nostro primo vero album, ma è tanto tempo che suoniamo insieme, e tanto tempo che sogniamo ad occhi aperti il giorno in cui saremmo dovuti partire per il primo vero tour. Ora lo stiamo accettando, questa cosa ha influenzato tantissime vite in maniere anche molto più incisive e negative. Noi possiamo continuare a scrivere, dobbiamo, ne sentiamo la necessità. A volte capita di sentirsi con altre band e artisti amici e di farsi forza un po’ a vicenda. Prima o poi torneremo tutti a fare quello che ci fa vivere davvero, è solo questione di tempo.
- Com’è stato tornare sul palco del MEI e com’è andata la vostra performance? Guardandovi indietro quanta differenza potete vedere ora sul palco tra quella performance e quella dello scorso anno?
Tornare al MEI è stato molto figo, soprattutto perché fra il concerto dell’anno scorso e quello di quest’anno c’è stata tutta la produzione del disco, di cui appunto già tre canzoni sono fuori da un po’. Portarle finalmente dal vivo su un palco importante come quello del mei è stato emozionante. Era esattamente un anno che non tornavamo dal vivo in elettrico in 4, l’anno scorso eravamo al palco corona, quest’anno sul palco principale di Piazza del Popolo. Si è chiuso un cerchio, è stato bello poter tornare e farlo in questo contesto.
- Nella canzone ad un certo punto nominate la carriera, il lavoro e le situazioni che in qualche modo la vita adulta vi mette davanti agli occhi, quando principalmente per voi la città di Bologna rispecchia la vita universitaria. C’è qualcosa che vi manca della vita universitaria e qualcosa che non rimpiangete per nulla?
Questa canzone è uscita in un momento che abbiamo sempre chiamato “imbuto”, a metà fra la laurea e la ricerca del lavoro. Sapevamo che sarebbe arrivato un momento di passaggio importante per tutti, che ci avrebbe forse anche disperso ulteriormente. Per fortuna stiamo riuscendo a mantenere abbastanza vicine le nostre quattro vite. Ci manca tutto dell’università, e non ci manca nulla. È come se stessimo salendo una scala, ad ogni gradino possiamo raccogliere o lasciare qualcosa, quello che ci serviva ce lo portiamo dentro, quello che era superfluo l’abbiamo lasciato più in giù. Comunque sì, fare le 4 tutte le notti un pochino ci manca. E soprattutto il kebab di Babilonia a quell’ora.
- Cosa avete in progetto per il tempo a venire? Dei live (si spera), un album o altro?
Vorremmo suonare. Prima di tutto. Ma stiamo cercando di capire quanto per noi e per chi ci conosce abbia senso fare concerti in questo momento. Probabilmente ci sono artisti in grado di poterlo fare anche così, con queste restrizioni, emozionando ugualmente ed emozionandosi. Noi ancora non lo sappiamo, ma abbiamo una gran voglia di tornare in qualche modo, e in qualche modo qualcosa faremo sicuramente fra non troppo. Poi usciranno altre canzoni, il disco, sicuramente.
- Lasciateci con un saluto speciale tutto per TGP
Vorremmo avervi qui, per raccontarvi tutto! Grazie milioni TuttiGiùParterre.




