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La storia del FESTIVALBAR: com’è nato e perché è finito
Per decenni il Festivalbar è stato il rito musicale dell’estate italiana: palchi nelle piazze, cantanti in tour tra le città, la finale in diretta televisiva. Poi, quasi senza clamore, è sparito. Vediamo come è nato, cosa lo rendeva diverso dagli altri festival e perché non esiste più.
Il Festivalbar nasce nel 1964, ideato da Vittorio Salvetti. Il nome spiega l’idea di partenza: era un “festival” legato ai bar. Il successo dei brani veniva misurato in base a quante volte i clienti li sceglievano nei jukebox dei locali, in un periodo in cui i jukebox erano uno dei luoghi principali dove si ascoltavano le canzoni appena uscite. Nello stesso periodo esistevano altre manifestazioni estive itineranti, come il Cantagiro (nato nel 1962), ma il Festivalbar trovò una formula sua.
Quali erano le principali caratteristiche? Era una gara estiva itinerante: da giugno a settembre una serie di serate in piazze e arene di varie città italiane. C’erano tanti cantanti in tour: artisti italiani e, con il tempo, anche internazionali, che portavano il loro brano dell’estate. Il voto: in origine contavano i jukebox, poi il meccanismo si evolve con altri sistemi di rilevazione e di voto del pubblico, in linea con i cambiamenti del mercato. La finale: la serata conclusiva si teneva all’Arena di Verona. La televisione: negli anni diventò un grande programma televisivo, andato in onda sulle reti Rai e poi su quelle Mediaset.
Cosa lo distingueva da Sanremo? Sanremo è una gara di canzoni inedite, con una giuria e un’unica serata di tipo teatrale. Il Festivalbar era invece un evento estivo e popolare, pensato per la piazza, con brani già in circolazione o appena usciti. Un aspetto spesso ricordato è l’uso del playback: era una scelta legata alla natura del programma, con tappe itineranti, tecnici e palchi diversi ogni sera. Per i cantanti era una vetrina enorme. Un brano “da Festivalbar” era spesso un brano da radio, da discoteca e da spiaggia. Ogni anno veniva pubblicata anche la compilation con i brani della stagione, che ha accompagnato per decenni le vacanze di milioni di italiani.
Non esiste una sola causa ufficiale sulla fine del Festivalbar: le ricostruzioni parlano di più fattori che si sono sommati nel tempo. Il primo è il cambiamento del mercato: con internet, il download e poi lo streaming, la classifica dei “brani dell’estate” non passava più da jukebox, radio e compilation. A questo si è aggiunto il cambio dei gusti e della televisione, con i programmi musicali estivi che hanno perso peso a favore di altri format. Pesavano poi i costi, perché un tour itinerante con palchi, tecnici e produzione televisiva è un’operazione molto costosa. Anche la decisione dell’emittente ha avuto un ruolo: negli anni successivi il programma non è stato riproposto e non è tornato in palinsesto. Infine c’è l’età del format: un’idea nata negli anni Sessanta, pensata per l’epoca dei jukebox, faticava ad adattarsi ai tempi.
Vittorio Salvetti, il creatore, è morto nel 2010. Negli anni si è parlato più volte di un possibile ritorno del programma, ma finora nessun progetto si è concretizzato.
Del Festivalbar sicuramente resta un archivio di canzoni che per molti italiani sono legate a ricordi di vacanze, spiagge e viaggi in auto.




