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19 GENNAIO, BLUE MONDAY E IL SUCCESSO DEI NEW ORDER
7 marzo, 19 gennaio. Cosa avranno in comune queste due date? A primo impatto, decisamente niente: stagioni diverse, avvenimenti differenti. E, invece, un collegamento c’è. Ed è, come ci piace scoprire, nella musica ed anche in una nazione. Il perché è presto spiegato.
Il 19 gennaio è stato definito il giorno più triste dell’anno: a calcolare con esattezza la data, nei primi anni 2000, uno psicologo dell’Università di Cardiff, Cliff Arnall, che tramite un’ equazione (che prende in considerazione meteo, debiti accumulati per i regali di Natale, calo di motivazione e la crescente necessità di darsi da fare) è riuscito a stabilire che il terzo lunedì di gennaio è proprio il giorno in cui ci sentiamo più tristi. E’ il cosiddetto “Blue Monday”. Già queste parole, ad un amante della musica a 360 °, dovrebbero far risuonare qualcosa in testa. Molto probabilmente la carica e lo spirito dance del famosissimo brano dei New Order. Pubblicato il 7 marzo del 1983. Ecco, il ponte, il trade d’union tra le due date.
Che il 19 gennaio, come oggi, sia il giorno più triste dell’anno è un concetto relativo così come lo stato di felicità. Ma in Inghilterra lo hanno preso sul serio. Si prevede per questa giornata il maggior numero di astensioni dal lavoro e alcuni enti no-profit che si occupano di salute mentale dispensano consigli su come superare questo triste lunedì. Il “Blue monday” può essere visto, al di là del calcolo scientifico dell’autorevole professore, come una trovata commerciale o virale. E così sta andando. Tutti i media ne parlano, pagine di blog e riflessioni, bacheche dei social network intasate di battute , riferimenti al lunedì più triste del mondo e migliaia di condivisioni del singolo dei New Order. Un classico, un ever green della storia della musica. Considerato un vero e proprio inno della scena club-dance.
E nasce proprio in un clima di delusione. I New Order, composti da illian Gilbert, Peter Hook, Stephen Morris e Bernard Sumner, affermarono di aver scritto il brano colpiti negativamente dal fatto che i loro fan non avessero mai chiesto bis. La traccia era concepita, infatti, come un pattern che permettesse di tornare sul palco. Poi ha subito una crescita fino a diventare un successo senza tempo. E’ uno dei singoli di maggior durata(7 minuti e 30) ad aver scalato la Uk Singles Chart, il vinile ha registrato 3.200.000 copie. Strano ma vero per una hit che ha tutte le caratteristiche di un disco dance: intro strumentale, mancanza di ritornello, outro esteso. Insomma, techno e syntpop messi insieme. Compare come colonna sonora di videogames quali GTA, Fifa e Forza Horizon. E, per ogni successo che si rispetti, non sono state risparmiate cover: la più nota è quella degli “808 State” in chiave acid house mentre ha forse meno fama il disco “The Beach” di Nicolas Jaar. Il producer cileno utilizza un campione di “New Order” rivisitandolo in una veste nu-disco.
Geniale ed originale anche la copertina che rappresenta un floppy disk. Non contiene né il nome del singolo né del gruppo che lo ha composto. Sul dorso della confezione, si legge “FAC 73 BLUE MONDAY AND THE BEACH NEW ORDER” codificato in una serie di blocchi colorati.
Appunto, colore. Per dare più vivacità a questo “Blue monday”.
Luigi Lupo
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