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Pino Daniele, il capolavoro “Nero a metà” torna live ed in special edition
E’ il 1980. L’anno di Reagan alla presidenza degli Stati Uniti, della strage alla stazione di Bologna, dell’uccisione di un’artista inestimabile come John Lennon. Nel gennaio, un cantautore e chitarrista napoletano, già apprezzato nella scena locale e blues, esce allo scoperto con un capolavoro: il disco è “Nero a metà”, quel genio che lo firma è Pino Daniele. Il blues e la tradizione napoletana si fondono in melodie e testi che superano il confine nazionale e si affermano nel mondo. L’album, come viene raccontato sulla copertina, è dedicato a Mario Musella(scomparso qualche mese prima, cantante degli “Showmen”, gruppo che comprendeva anche James Senese): Pino Daniele lo definiva “nero a metà” perchè il padre era di orgine americana e la madre napoletana. ” A me me piace ‘O Blues” o “Quanno Chiove” – tra le altre tracce – fanno parte del repertorio non solo della musica ma dell’intero panorama culturale del nostro paese. Di tempo, da quegli anni spensierati e ricchi di stimoli, ne è passato. Ma, a volte, guardare indietro può far bene. Specie, se si tratta di riscoprire capolavori. E così Pino Daniele ripropone, dopo circa trent’anni, “Nerò a metà”, il disco della sua consacrazione ufficiale. Una special edition, in uscita il 3 giugno per “Extended Edition(Universal Music Italia) che contiene i 12 brani in versione rimasterizzata a partire dai nastri originali. A cui si aggiungono due inediti, di cui uno strumentale, e nove brani in versione alternativa e demo. Da ascoltare tramite cd o digital download ma anche dal vivo. Perché il ritorno di quel fantastico capolavoro prevede anche una tappa all’Arena di Verona. L’attesa per il 1° settembre è spasmodica: l’intero album sarà riproposto dal vivo con l’intera band del 1980. Da James Senese al sax a Gigi De Rienzo al basso), da Agostino Marangolo alla batteria), Ernesto Vitolo (piano e tastiere), Rosario Jermano (percussioni) fino a Tony Cercola (bongos), con l’aggiunta di 50 elementi dell’orchestra sinfonica “Roma Sinfonietta” diretta dal M° Gianluca Podio. Ad arricchire ulteriormente lo spettacolo ci saranno poi gli amici e colleghi di Pino che hanno accompagnato, arricchito e stimolato il suo percorso artistico, per una serata che si preannuncia indimenticabile.
“Ma non sarà un’operazione nostalgia” – come ha spiegato il cantante alla rivista “Max-Gazzetta”. Nero a metà “segnò una svolta importante per tutta la musica partenopea che da lì è diventata moderna. È un evento unico che può aiutare anche i più giovani a trovare la loro dimensione musicale”. E magari anche a cogliere messaggi che oggi non sembrano più giungere dalla musica: “Dagli anni Ottanta – ha proseguito nell’intervista – a oggi tutto è cambiato», racconta, «allora la musica lanciava messaggi politici e aveva una funzione diversa. Oggi non è più così e per la comunicazione che c’è al momento io preferisco non esprimermi più. Se riesco a dire qualcosa che può aiutare le persone, bene. In passato ho dato anch’io dei segnali politici ma ora basta”.
Luigi Lupo
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