ITALIAN MUSIC WEBZINE SINCE 2013

Sperimentazione ed esperienza mistica, Battiato riabbraccia l’elettronica
E’ tornato da dove era partito. Dall’elettronica, dalla sperimentazione, da un’esperienza mistica che, anche negli anni del pop, non aveva mai abbandonato. Ma con “Joe patti’s experimental group”, Franco Battiato ha deciso di dare un taglio netto. Il nuovo album, uscito oggi su Cd e digital store, rappresenta un rimando agli anni ’70, all’uso massiccio di sintetizzatori, tastiere e pianoforte. Strumenti con cui “il maestro” cominciò a sperimentare nuove sonorità, presenti negli album “Fetus” o “Pollution, che ora è più facile ritrovare nel filone dell’elettronica contemporanea. Undici tracce tra inediti, rivisitazioni e rielaborazioni caratterizzate dalla dimensione del misticismo e del percorso onirico. Tanti suoni, poche parole: il risultato è un prodotto artistico a 360°. “Ascolta nel fondo dell’ombra, una visione ti viene incontro, un giorno senza tramonto, le voci si faranno presenze” – è l’invito che viene lanciato in “Le voci si faranno presenze”: una frase che sa di stimolo a lasciarsi andare alla divagazione, interrompendo, per qualche momento, i ritmi frenetici ed ossessivi della vita moderna. “Klavier” è l’esaltazione del pianoforte, “Come un branco di lupi” è l’incontro tra l’elettronica dal sapore ambient e le atmosfere chill così come “CERN”. “Proprietà proibita”, ultima track del progetto, è la rivisitazione di “Propriedad Prohibida”, uscita nel 1972 e conosciuta alle masse per aver fatto da sigla, per un lungo periodo, alla trasmissione Tg2 Dossier. Battiato la ritocca in chiave quasi techno: un basso incalzante accompagna le tastiere e i sintetizzatori. Elementi fondamentali in tutto il progetto. Che porta anche la firma di Pino “Pinaxa” Pischetola, ingegnere del suono. E sul titolo dell’album, “Joe Patti’s”, è stato lo stesso artista a spiegarne la scelta: “E’ il nome di mio zio – aveva raccontato in un’intervista a Repubblica – fratello di mia madre, immigrato negli Stati Uniti, in Florida, a Pensacola, all’età di vent’anni. Diventò ricco aprendo un’impresa, che pescava ed esportava pesce. Il suo nome nel titolo?Perché mi piaceva il suono”.
Battiato sta portando il progetto in giro per l’Italia: il 31 ottobre a Cesena, poi al Nuovo Teatro La Fenice di Senigallia il primo novembre, il 3 novembre al Teatro Nazionale di Milano, sempre nello stesso mese il 7 appuntamento al Lingotto Alfa MiTo Club To Club di Torino, il 9 all’Auditorium Santa Chiara di Trento e infine al Teatro Olimpico di Roma l’11.
Luigi Lupo




