Rock & Ball – Lucio Battisti tifoso della Lazio?

Rock & Ball, quando la musica incontra il mondo dello sport – La rubrica di Daniele Bottalico

Questa settimana Rock & Ball parla italiano: spazio quindi al nostro paese e alle cose buone che ci ha dato. Parliamo del mostro sacro della musica italiana, Lucio Battisti, colui che per noi italiani ha rappresentato quello che sono stati i Beatles per gli inglesi, a livello di popolarità.

E non è un caso che il grande Lucio sia esploso proprio negli anni in cui imperversava la beatlemania. E a darci il ‘pretesto’ per parlare del più grande interprete della musica italiana è il tifo di Battisti per la Lazio.

Dopo gli inizi da chitarrista nei “Campioni”, un gruppo molto in voga nella zona di Milano, nel 1965 ecco la svolta, l’incontro con il grande Mogol. Il paroliere, pur riconoscendo una qualità vocale non eccelsa in Lucio, rimase colpito dall’umiltà dello stesso che ammetteva candidamente e senza problemi i suoi limiti.

Si può tranquillamente affermare che da quell’incontro nacque l’epoca di Battisti: già perché il binomio con Mogol divenne leggenda.

Furono 25 milioni le copie dei dischi vendute, una popolarità oltre ogni limite, nata appunto in quegli anni e proseguita fino ad oggi. Un’infinità di brani, uno più bello dell’altro: “Balla Linda”, “Dieci ragazze”, “Mio Dio no”, “Acqua azzurra, acqua chiara”, “Emozioni”, “Mi ritorni in mente”, “Aver paura d’innamorarsi troppo”, “Il tempo di morire”, “La canzone del sole”, “Il mio canto libero”, “Una donna per amico”, “Con il nastro rosa”, “Un’avventura”. Ce ne sono così tante che, anche per solo selezionarle, ci vorrebbero fiumi d’inchiostro.

curva-nord1Tornando al tifo di Lucio per la Lazio, a riguardo non ci sono moltissime testimonianze; tra le poche che abbiamo scovato le parole del padre sarebbero la conferma della passione di Battisti per i colori biancocelesti.

“Lucio era grande tifoso della Lazio e spesso andava allo stadio senza farsi riconoscere”, ha confessato il papà alla rivista “Lazialità”.

Il fatto che il cantante andasse a guardarsi la partita della sua squadra cercando di confondersi tra la folla la dice lunga sulla riservatezza del personaggio. Proprio la riservatezza, qualità più unica che rara nella società moderna, è stato il suo cavallo di battaglia: fuori dal palco infatti, soprattutto dopo l’abbandono della scena, è quasi impossibile trovare apparizioni del Battisti privato, a testimonianza di quanto questo mondo gli andasse stretto.