C’era una volta il rock n’roll

La rubrica settimanale di DYL dedicata ai fenomeni e alle tendeze musicali di ieri e di oggi

C’era una volta il rock n’roll, un genere musicale partorito negli Stati Uniti nei ruggenti anni 50, ritratto dai teen-ager attraverso stuzzicanti movimenti di bacino. Sono gli anni in cui i futuri James Dean con il ciuffo cementato ascoltano i juke-box bevendo coca cola e invitando le ragazze a fare un giro sulle loro Cadillac. La fama di questo genere si separa dalle tradizionali melodie Country per immedesimarsi nei rockers urlatori e reclamare la loro difformità tramite ritmi lascivi. Mentre i neri del sud danzavano il rocking and reeling, un pò  in tutta l’America si sviluppava il rock, inventato da Alan Freed per divulgare un nuovo tipo di musica nera che fece il boom con Bill Haley. Nel frattempo, con la sonorità rockabilly, nasceva anche Elvis Presely, un adolescente dal ciuffo brillantinato che diventerà uno dei primi pionieri di questo genere. Il rock n’roll trasforma la concezione adolescenziale del mondo in toni erotici e sarcastici. Anche le radio svolgono un ruolo fondamentale negli anni 50 per la divulgazione dell’informazione riguardante la cronaca di ogni tipo, che grazie all’invenzione dell’autoradio e del transistor si trasforma nella colonna sonora del nuovo senso di libertà giovanile. Nel contempo il cinema, che rappresentava una forma di riscatto nei confronti della guerra, si popolava di icone sensuali.  Oggi possiamo dire che il rock, con l’avvento di nuove epoche sempre più modernizzate, è morto insieme agli eroi che hanno partecipato attivamente a questo genere rivoluzionario.

Simona Schena