BOOMERANG Novembre parte 1 + parte 2

a cura di Valerio Rinaldi

Boomerang è la rubrica di Doyoulike.org che ti offre, ogni quindici giorni, cinque brani, scelti e presentati dal nostro Valerio.  La playlist è anche disponibile sull’account Spotify ufficiale di Doyoulike.org

Questi i cinque brani della seconda parte di Novembre.

1 – There is a light that never goes out  – Erlend Øye + Royksopp – poor leno(silicon soul mix) da “Dj-kicks Erlend Øye” (2004)

Il remix o si ama o si odia. Non esistono mezze misure. Ma qui Erlend Øye (fondatore di Kings of Convenience e Whitest Boy Alive) cresciuto a The Smiths, decide di montare sul remix strumentale dei Silicone Soul di Poor Leno, cantata da lui per i connazionali Royksopp la versione a cappella di “There is a light that never goes out”. Non abbiamo remore a schierarci sul risultato dell’infatuazione per l’elettronica di Øye. Il brano è inserito nella raccolta Dj-Kicks del 2004.

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2 – Like Lust – Movement

Trio minimal soul da Sidney. Non hanno una grande discografia ancora ma i pochi pezzi, tutti da mood notturno, da ballare lentamente ad occhi chiusi bastano per poter scommettere. “Like lust” è il pezzo giusto per capire quanto puntare.

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3 – The Spoils ft. Hope Sandoval – Massive Attack

Squadra che vince non si cambia. E se già “paradise circus” sigillava “Heligoland” del 2010 portandosi tra i lavori più conosciuti dei Massive Attack, ci pensa ancora Hope Sandoval ex Mazzy Star a garantire la buona riuscita di “The spoils”, singolo del 2016. Attenzione, la trasformazione del viso di Cate Blanchett nel video ha un effetto ipnotico.

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4 – Choose – Nu + Mz Sunday Luv & Christopher Schwarzwalder (Original mix)

“Choose your ending, Choose beginning again”. Da recitare come in un mantra e ad occhi chiusi  abbandonarsi ad una danza sacra alla luce crepuscolare. Nu, producer nomade riscrive la spiritualità a suon di ritmi elettronici.
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5 – Blasting Through the City – Thievery corporation  da “Radio Retaliation” (2008)
I Thievery Corporation, duo di Washington, primo album nel 1997, ormai veterani della musica elettronica con contaminazioni etniche e reggae. Provenienti dal trip hop dei campionamenti 90’s, arrivano alla nomination ai Grammy con l’album “Radio Retailation”. Vi basta?
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Questi i cinque brani della prima parte di Novembre.

1- NOBODY SPEAK / Dj Shadow feat. Run The Jewels da The mountain will fall (2016)

Esattamente tra 6 giorni dalla pubblicazione di questa playlist, le elezioni presidenziali in America giungeranno all’epilogo. Nella dichiarazione di intenti che ha seguito l’uscita di questo brano Killer MIke, rapper  dei R.T.J. fa un esplicito riferimento a questa situazione politica. Questo fa di “Nobody speak” il brano più attuale di questa playlist.

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2- DIGGING FOR WINDOWS / Zack de la Rocha (2016)

Piccolo collegamento ipertestuale, Zack de la Rocha dei RATM ha lanciato questa bomba prodotta da El-P dei Run The Jewels annunciando un album nel 2017. Nel progetto figurano anche Dj Shadow e Trent Reznor. Felicitazioni.

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3- ROOM 773/ The bug da Tapping the conversation (’97)

Se dovessi pensare ad un extended mix di “Teardrop” in cui il feto del video all’improvviso apre gli occhi rivelandosi un automa, room773 sarebbe perfetto. Bastano i primi 10 secondi per far scattare la sovrapposizione mentale con il brano dei più famosi fratelli di trip hop, i Massive Attack e poi il gemellaggio ideale con Kevin Martin aka The bug è servito. Chissà che non si siano realmente conosciuti. L’ascolto del resto dell’album Tapping the conversation del ’97 è particolarmente consigliato ai cultori del genere o ai particolarmente curiosi.

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4- REPEATER/ Jelani Blackman da 1-4 Ep (2016)

” Not depending on the past for comfort “; di questo canta Jelani, intervistato recentemente da doyoulike.org,  in questa traccia. È ciò che di meglio possiamo augurare all’America per il suo futuro, tornando sul tema.

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5- WINNSBORO COTTON MILL BLUES/  Frederic Rzewski

Nell’esecuzione di questo brano del compositore contemporaneo statunitense Rzewski i tasti del piano vengono percossi con violenza che potremmo definire  hardcore fino a poter immaginare di sentire un’armata di tamburi che incede contro la guerra. Per gli youtuber è consigliabile cercare la versione eseguita dal maestro Emanuele Arciuli o da Roger Wright.

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