CULTURA – “Identikit di un ribelle”, il nuovo libro di Piero Pelù

“Ribelle è chi imbraccia l’arma della sua mente e fa fuoco con la forza delle parole. Per questo ho il fucile carico e non mi tiro mai indietro quando devo fare la mia parte.”

Ci riesce davvero a far fuoco con voce e chitarra. Un vulcano di suoni, viscerale e sanguino. Il frontman dei Litfiba, Piero Pelù, da qualche settimana è stato al centro della scena mediatica in seguito all’attacco politico lanciato il 1 maggio a Roma. Ma la sua vocazione da ribelle, oltre a fargli girare la rete in post, commenti e polemiche, l’ha portato dal 16 Aprile anche in libreria.“Identikit di un ribelle”si chiama appunto il suo ultimo libro scritto con Massimo Cotto. Un mix di punk e tendenze divenute epocali, emozioni e aspirazioni da sempre controcorrente, e una musica densa di impegno civile contro le disuguaglianze. La storia di un evoluzione, di una crescita, di un uomo di strada che diviene uomo di rivolta. Vita privata e professionale corrono parallelamente nel suo racconto a partire dagli otto anni quando imbraccia per la prima volta una chitarra elettrica, attraversano i primi esperimenti musicali, il“Desaparecido“ primo album con i Litfiba, fino a solcare i palchi dai club più intimi ai migliori festival internazionali.

pelu-226x360“Non avrei scommesso un centesimo sui miei cinquant’anni – scrive ironicamente l’artista – sui trenta forse, ma cinquanta neanche a pensarci”. In effetti i suoi live adrenalinici da rockstar, e le lotte intraprese contro mafia e personaggi di potere l’hanno messo più volte a rischio. Nel libro, maggior spicco, ha la protesta contro le droghe pesanti a cui è dedicato un intero capitolo anche commovente, con la morte del suo amico intimo, il batterista Ringo De Palma, eroinomane. La forza o il limite, a seconda dei punti di vista, di queste pagine è proprio nelle sue continue provocazioni. Opporsi alle ingiustizie morali per lui è sempre stato un dovere e una necessità. Si guarda alle spalle, raccoglie un po’ tutto quello che c’è stato in 30 anni di scena rock italiana e si spoglia dalla veste di“Diablo“ per raccontarci le sue paure e i suoi timori, le sue giustizie e il suo credo. “Ribellarsi non è eroico ma vitale”. La musica, con grande contraddizione, gli ha fatto da protagonista: arma e strumento di ribellione, ma allo stesso tempo unica fede e obbedienza.

Giulia Falcone